AMBIENTE. Milano, Amsa: nuovo termovalorizzatore vicino carcere Opera

La localizzazione migliore per il nuovo termovalorizzatore (versione moderna dei vecchi inceneritori, ndr) nell’area metropolitana milanese si troverebbe nello stesso territorio del Comune di Milano, vicino al nuovo carcere di Opera.

Lo ha rivelato oggi Carlo Petra, l’amministratore delegato di Amsa – l’azienda che gestisce i servizi ambientali di Milano- a margine di un convegno sulla gestione dei rifiuti organizzato a Palazzo Marino, sede del Consiglio comunale.

"Già nel 2001 proponemmo la realizzazione di un secondo termovalorizzatore per assicurare a Milano e alla sua Provincia l’autosufficienza nella gestione dei rifiuti. Logisticamente quest’area nel sud di Milano è la migliore, perchè servirebbe il bacino meridionale dell’area metropolitana, come Silla 2 serve quello settentrionale", ha aggiunto Petra.

Il manager di Amsa – che si appresta alla fusione con Aem, l’azienda che opera nei settori dell’energia elettrica, del gas e calore – ha assicurato che l’investimento, calcolato intorno ai 250 milioni di euro, sarebbe totalmente a carico della nuova realtà societaria che nascerà dall’accorpamento delle due utilità milanesi.

Il nuovo impianto, con capacità di gestione di 450 mila tonnellate all’anno, sarà in grado di alimentare un sistema di termovalorizzazione per gli abitanti della zona e dei Comuni vicini.

"Se entro l’anno riusciremo ad individuare definitivamente l’area", ha aggiunto Petra, "potremmo realizzare il nuovo impianto entro il 2011. Ho fatto un patto con il sindaco Moratti: se riuscirà ad abbreviare di sei mesi l’iter per le autorizzazioni, le ho promesso la chiusura dei cantieri con sei mesi di anticipo".

Per Amsa, la scelta di realizzare un nuovo termovalorizzatore risponde a un aumento nella produzione dei rifiuti calcolato, entro il 2011 sull’area della provincia di Milano, in 507 mila tonnellate in più.

Alla proposta di localizzazione dell’impianto vicino a Opera – che potrebbe favorire un accordo con l’amministrazione del carcere per l’impiego di detenuti – ha dato un primo via libera l’assessore comunale all’Arredo Urbano, Maurizio Cadeo.

"Sulla localizzazione", ha osservato Cadeo, "devono concordare tutti i soggetti, ma si deve partire dal presupposto che un nuovo termovalorizzatore serve realmente. Purtroppo quando si affrontano questi temi ci si scontra con impostazioni ideologiche. Nel resto dell’Europa la raccolta differenziata e i termovalorizzatori crescono di pari passo".

Più critico, invece, sull’ipotesi di un nuovo termovalorizzatore si è dimostrato il consigliere dell’Ulivo, Aldo Ugliano, per il quale "è opportuno valutare altri aspetti prima di decidere questo intervento".

"Bisogna puntare", ha spiegato Ugliano, "a una riduzione della produzione dei rifiuti, come ci viene imposto dall’Europa, e incrementare la raccolta differenziata. Lo sviluppo industriale di Amsa deve basarsi sulla risorsa rappresentata dai rifiuti e non procedere soltanto nella direzione di realizzare nuovi termovalorizzatori", ha concluso Ugliano ricordando che pur essendo meno inquinanti dei vecchi inceneritori non eliminano comunque l’emissione di diossine nei fumi di scarico dispersi nell’atmosfera circostante, motivo all’origine delle mobilitazioni sociali dei cittadini che risiedono nell’area in cui è stata ipotizzata la creazione di nuovi termovalorizzatori.

 

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