AMBIENTE. Milano, Co2: il Comune presenta un Piano per limitare le emissioni nocive

MILANO – Anticipando di un pugno di ore l’azione della Magistratura – che nella serata di ieri ha messo sotto indagine i vertici di Comune di Milano, Provincia e Regione nel quadro dell’inchiesta sullo sforamento dei limiti del Pm10 denunciato dal Codacons – è stato presentato il primo e ambizioso "Piano Clima", elaborato da Palazzo Marino con la collaborazione tecnica e scientifica di AMAT e dello IEFE dell’Università Bocconi, nell’obiettivo di ridurre le emissioni complessive di anidride carbonica del 20% entro il 2020, rispetto ai livelli raggiunti nel 2005 sul territorio milanese.

Con l’adozione di questo nuovo strumento, facoltativo per legge ma già operativo in tutte le grandi capitali del Vecchio continente, il Comune di Milano dovrebbe passare da una prima fase di studio a una seconda decisamente più operativa, in linea con i nuovi obiettivi fissati dall’Unione Europea in materia di riduzione delle emissioni in atmosfera.

"I milanesi hanno capito da tempo che la qualità dell’aria è un bene preziosissimo e l’Amministrazione comunale vuole far propria la battaglia contro l’inquinamento. E vincerla", ha affermato Paolo Massari, neo assessore comunale all’Ambiente, alla presentazione del "Piano Clima", che dovrebbe provare a migliorare la qualità dell’aria che si respira a Milano, città sicuramente penalizzata da una posizione geografica sfavorevole, che tuttavia non solleva l’Amministrazione cittadina dalle proprie responsabilità.

"Per questo motivo – ha continuato l’assessore all’Ambiente – è fondamentale vincere la sfida della sostenibilità, che in concreto, significa centrare un risultato preciso: abbattere le emissioni di anidride carbonica nell’aria del 20% entro il 2020".

Sfida sicuramente impegnativa, visto che Milano vanta il primato negativo di avere problemi di inquinamento diversi dal resto del mondo, come ha spiegato Edoardo Croci, docente della Bocconi, moderatore della tavola rotonda ed ex-assessore all’Ambiente recentemente silurato proprio dalla giunta Moratti.

"Nelle grandi città sono soprattutto i trasporti a essere la principale fonte a Milano invece sono le caldaie per il riscaldamento – ha spiegato Croci, sottolineando l’importanza di intervenire sugli edifici, sull’industria, sull’agricoltura, sulla mobilità e sui rifiuti: "Ognuno di questi settori produce un livello di inquinamento che deve essere ridotto".

Intanto – notizia dell’ultima ora – il Codacons ha deciso di lanciare una class action sullo smog: "I dati sono allarmanti. Come reso noto dal Cnr, secondo lo studio dell’Organizzazione mondiale della Sanità "Health impact of Pm10 and ozone in 13 italian cities", tra il 2002 e il 2004 una media di 8.220 morti l’anno è da attribuirsi agli effetti a lungo termine delle concentrazioni di Pm10 superiori ai 20 mg/m3. Lo studio Poemi (Pollution and emergencies in Milan) – prosegue il Codacons -, relativo alla città di Milano, condotto da cinque ospedali della città, ha attestato che ogni giorno nel capoluogo lombardo ci sono 73 ricoveri correlabili all’inquinamento". Questa volta – prosegue ancora l’associazione – viene sottolineato che ai picchi di agenti inquinanti corrisponde un aumento del rischio di visite al pronto soccorso del 10-15%.

"Sono questi dati a rendere possibile un’azione risarcitoria contro chi avrebbe il dovere di tutelare la salute dei cittadini, ma non lo fa abbastanza. A pagare sono in primo luogo anziani e bambini – ha dichiarato in un comunicato il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli.

Il Codacons, spiega ancora il comunicato, avvia oggi sul blog del presidente Carlo Rienzi www.carlorienzi.it , una raccolta di adesioni alla class action per danni da smog che l’associazione farà partire a gennaio 2010.

"Tutti i cittadini della Lombardia che si considerano danneggiati dall’inquinamento delle proprie città, potranno manifestare sul web – conclude il Codacons – la propria volontà di aderire alla futura azione legale del Codacons nei confronti degli enti locali responsabili, volta a far ottenere agli utenti il risarcimento per i danni subiti alla salute, connessi all’eccesso di smog nell’aria".

di Flora Cappelluti

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