AMBIENTE. Milano, ambientalisti: rimandare all’autunno progetti importanti

Adozione del Piano territoriale regionale, uso dei richiami vivi e caccia in deroga per la stagione venatoria 2009/2010, progetto di legge per l’istituzione e la gestione delle aree protette e la tutela della biodiversità regionale: sono questi i quattro progetti di legge su temi ambientali che il Consiglio regionale è chiamato ad approvare in blocco in questa ultima settimana di luglio.

Fondo Ambiente Italiano, Italia Nostra e WWF chiedono ai consiglieri di rimandare responsabilmente queste importanti decisioni all’autunno, per avere il tempo di elaborare la soluzione migliore per una buona gestione del territorio lombardo.

"I contenuti di questi progetti di legge, se ridiscussi con il consenso di tutti i portatori di interesse in tempi non così stretti, permetterebbero di ottenere strumenti legislativi più efficaci e condivisi, soprattutto in previsione di una pianificazione del territorio lombardo in vista dell’Expo 2015 che ha, come fine prioritario, il miglioramento della qualità dell’ambiente", hanno dichiarato le tre associazioni in una lettera mandata oggi ai Consiglieri regionali.

Le associazioni tengono in particolare a sottolineare che "sull’adozione del Piano Territoriale Regionale (pdl 160), suggeriamo che l’approccio di tale strumento verso la pianificazione territoriale ponga come sua colonna portante lo studio e la realizzazione della Rete Ecologica Regionale (RER), in modo tale da poter giungere a una valorizzazione dell’ambiente e del territorio in funzione di una diminuzione del consumo di suolo e di un miglioramento della qualità naturale e quindi della qualità della vita dei cittadini".

Sul progetto relativo alla caccia in deroga (pdl 401-402) come già espresso in precedenza, le associazioni ritengono "che tale atto legislativo sia illegittimo e contrario alla tutela del territorio e della biodiversità regionale. Partendo da questo presupposto si ritiene che questo debba essere uno strumento amministrativo emanato quindi dalla Giunta e non un atto legislativo frutto dell’attività del Consiglio regionale".

In merito al piano di cattura dei richiami vivi (pdl 401), vista la gravità dell’atto le associazioni chiedono "la ridiscussione altrimenti tutte le specie di uccelli, cacciabili o non cacciabili potranno essere usate come richiami vivi, comprese le specie protette incluse nelle liste rosse".

Quanto all’istituzione di aree protette e la tutela della biodiversità regionali (pdl 289) le associazioni suggeriscono di "posticipare il termine di sei mesi per la riorganizzazione degli statuti delle aree stesse ad almeno un anno o più, in quanto le difficoltà derivanti da tale processo riorganizzativo porterebbero senza dubbio a un commissariamento, sia per il poco tempo messo a disposizione, sia per la necessità di approvazione dello statuto dell’area protetta da parte di tutti i Comuni, che può facilmente determinare una paralisi dovuta all’assenza del consenso di un solo Comune nei confronti dello statuto: per tale ragione si ritiene necessario ridiscutere e soppesare tale criterio di maggioranza assoluta nella votazione di uno strumento di gestione così importante".

Infine, sul punto rappresentato dal Parco Agricolo Sud, le associazioni ritengono "auspicabile un modello di gestione a cui partecipino tutti gli enti appartenenti al suo territorio, per rappresentare gli interessi di tutta la comunità e giungere a un modello di area protetta gestita in modo esemplare".

di Flora Cappelluti

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