AMBIENTE. Milano, lo smog resiste nonostante l’Ecopass

A tre mesi dall’introduzione dell’area Ecopass a Milano, i risultati di un’indagine choc sull’inquinamento in città rappresentano una doccia gelata per l’Amministrazione comunale che ha sostenuto a spada tratta l’efficacia di quella che doveva essere la ricetta-miracolo per combattere l’inquinamento cittadino. Non c’è nessuna differenza tra l’interno e l’esterno dell’area Ecopass. In pratica: la stima di riduzione del Pm10 divulgata con malcelato ottimismo nei mesi scorsi dall’assessorato all’Ambiente (che vantava emissioni ridotte fino al 30%!), non è così rilevante se si va a verificare la concentrazione reale di smog tutt’ora presente nell’aria di Milano.

Nell’area ticket non cala lo smog rispetto al resto della città e neanche i parchi non sono isole protette, anzi: sono spesso più inquinati di alcune tra le piazze più trafficate della città. Per non parlare delle stazioni nelle metropolitane o di alcuni treni per i pendolari, dove i risultati sono ancora peggiori, con il Pm10 che supera i livelli di 2-300 microgrammi per metro cubo (il limite è 50), di gran lunga superiore all’esterno. Sono questi infatti i risultati di uno studio sull’inquinamento a Milano appena pubblicato dal Laboratorio ricerca ambientale della Società italiana di medicina generale (Simg), che ha utilizzato centraline portatili per rilevare le concentrazioni di smog ogni due minuti.

Nel primo percorso, realizzato l’8 gennaio scorso, i ricercatori hanno percorso il tratto da piazzale Loreto, corso Buenos Aires, per entrare nell’area Ecopass da corso Venezia, e proseguire fino a Duomo e ritorno, con conclusioni piuttosto sconsolanti. "Non è stata rilevata nessuna differenza statisticamente significativa tra la zona esterna e la zona Ecopass: la media del Pm10 era di 98 microgrammi per metro cubo dentro e di 93 fuori", ha spiegato Giovanni Invernizzi, autore della ricerca in collaborazione con Ario Ruprecht, esperto di misurazioni e all’epidemiologa Annie Sasco, docente dell’università Bordeaux 2.

Secondo gli autori della ricerca, l’Ecopass ha migliorato la situazione del traffico in centro, con una serie di effetti positivi, ma non quello di ridurre, come promesso, l’inquinamento cittadino che "sfora" senza nessun problema i confini di una limitata zona della città. Anche gli altri due percorsi successivi hanno confermato i risultati del primo esperimento: il 29 febbraio 2008, da piazza Buonarroti, a via Boccaccio, fino a Cadorna, Duomo e ritorno, è stata rilevata una media del Pm10 di 246 in zona Ecopass e di 248 al di fuori dell’area ticket. Il 22 febbraio è stato invece il giorno del tragitto automobilistico sulle Tangenziali (media Pm10 di 128), sulle circonvallazioni (152) e in zona Ecopass (149).

Secondo l’assessore comunale all’Ambiente, Edoardo Croci, "gli unici dati ufficiali, quelli delle centraline Arpa, segnalano invece una riduzione dello smog e comunque il cambio dei comportamenti in atto, con il passaggio dal mezzo privato a quello pubblico, è la strada giusta per ridurre l’inquinamento cittadino. Visto che questo provvedimento ha portato migliaia di passeggeri in più sul metrò". Ma è proprio dalle rilevazioni effettuate in metropolitana che arrivano dati altrettanto sconsolanti. Le carrozze della metropolitana, insieme alle stazioni ferroviarie e ai vecchi treni dei pendolari sembrerebbero essere tra i luoghi più inquinati della città.

Nel giorno dei rilevamenti in stazione Centrale, il Pm10 toccava quota 104 nell’area- biglietteria e 116 al livello dei treni, contro i 67 rilevati nel piazzale esterno. Ed pure peggio in Cadorna, con 129 di Pm10 rilevati a livello dei binari, che espongono i pendolari a concentrazioni intorno ai 2-300 microgrammi di Pm10 ogni giorno. Filippo Penati, presidente della Provincia, che aveva già polemizzato con i sostenitori di quella da lui definita "ecotass", si scaglia ancora una volta contro i sostenitori del ticket.

"Ho visto oggi i dati pubblicati in questo studio. Ancora una volta si confermano le
cose dette: se il pm10 aumenta perché continuare a pagare questo strumento che non fa l’interesse del cittadino?. L’avevo già detto: sono convinto che bisognerebbe riconsiderare l’esperimento e ripartire da provvedimenti su un’area più vasta", ha concluso Penati. Secondo il presidente della Provincia infatti, "i cittadini che pagano l’ecotass hanno la certezza che lo stanno pagando inutilmente, dato che le polveri sottili non diminuiscono".

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