AMBIENTE. Milano, qualità dell’aria: inquinamento in calo

Nel 2007, la concentrazione di polveri sottili nell’aria di Milano ha raggiunto un livello medio annuo di 51 microgrammi ogni metro cubo, il risultato migliore degli ultimi dieci anni, per quanto ancora al di sopra del tetto di protezione per la salute umana fissato a 40. A rivelarlo è l’ultimo "Rapporto sulla qualità dell’aria" redatto dall’Agenzia milanese per la Mobilità e l’Ambiente che ha registrato un ulteriore abbattimento degli agenti inquinanti nel centro di Milano rispetto alla periferia, come effetto della sperimentazione di Ecopass, pur con dati ancora parziali rispetto all’anno in corso.

"A Milano la situazione è in lieve miglioramento – ha spiegato Roberto Zoboli, docente di Politiche economiche per l’ambiente all’Università Cattolica e membro del Cnr – anche grazie a iniziative specifiche, come Ecopass, che sembra avere una maggiore efficacia rispetto ad altri provvedimenti sul traffico. La vittoria dell’Expo 2015 costituisce una grande promessa per l’ambiente ed è ora essenziale introdurre elementi di efficienza energetica e di promozione delle energie rinnovabili, soprattutto nel campo dell’edilizia". Nel dossier di candidatura di Milano all’Expo 2015 e negli accordi già stipulati con l’Unione Europea e con numerosi comuni del Continente, il Comune si è impegnato a ridurre del 20% le emissioni di Co2 entro il 2020, ad aumentare del 20% l’efficienza energetica e a incrementare del 20% l’uso delle fonti rinnovabili.

"La vittoria dell’Expo – ha spiegato l’assessore milanese all’Ambiente, Edoardo Croci – è per noi una grande occasione per mettere in campo interventi strutturali contro l’inquinamento". Secondo l’assessore, l’amministrazione milanese si impegnerà da subito nella riduzione dell’uso del gasolio per il riscaldamento, che oggi si attesta a oltre il 17% del totale, e nella implementazione del nuovo piano per il clima, in particolare con la diffusione del teleriscaldamento e la promozione dell’efficienza energetica nell’edilizia.

"Ogni anno Milano immette nell’aria 5,7 megatonnellate di Co2, contro le 93 di tutta la regione – ha continuato Croci – lo sforamento dell’Italia dal limite fissato dal protocollo di Kyoto (495 megatonnellate l’anno) corrisponde proprio alla produzione di anidride carbonica di tutta la Lombardia. Le circa 90 megatonnellate di Co2 in eccesso rispetto ai vincoli costano all’Italia una multa di 5 milioni di euro al giorno". Intanto, nonostante l’ottimismo che trapela dal Rapporto redatto dall’Agenzia milanese per la Mobilità e l’Ambiente, i dati che emergono dal documento "Qualità dell’aria e salute diffuso dall’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) della Lombardia, sono decisamente meno consolanti.

Secondo l’indagine, Milano raggiunge il primato di 167 morti per anno imputabili ai livelli di Pm10 (1,57% del totale decessi), di conseguenza, il rapporto Arpa invitava a "evitare attività come bici e jogging nelle ore a maggior rischio di inquinamento, perchè l’esercizio fisico aumenta la frequenza respiratoria e l’introduzione di sostanze inquinanti nei polmoni fino a 10 volte rispetto a una condizione di riposo". L’agenzia raccomandava infine i cittadini milanesi di "non ritenersi protetti dalle comuni mascherine, purtroppo incapaci di fermare gas e polveri sottili".

 

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