AMBIENTE. Monitoraggio Legambiente: grave il lago Maggiore, inquinate tutte le acque del Lugano

Fuori limite il 70% dei campioni sul lago Maggiore. Male il lago di Lugano dove la totalità delle acque controllate risulta inquinata e con una situazione grave per problemi di eutrofizzazione e inquinamento organico. È quanto emerge dalle analisi effettuate dal laboratorio mobile di Goletta dei Laghi – Cigno Azzurro, la campagna di Legambiente realizzata con il contributo di COBAT, Consorzio Obbligatorio per le Batterie Esauste e COOU, Consorzio Obbligatorio per gli Olii Usati. Il monitoraggio condotto dai tecnici di Legambiente intende restituire un’istantanea sullo stato di salute delle acque di balneazione al momento dei prelievi, quasi sempre effettuati in presenza di bagnanti. E l’associazione segnala in particolare "la difficoltà oggettiva nel reperimento dei dati sulla balneabilità dei laghi lombardi". I parametri analizzati dal laboratorio mobile di Goletta dei Laghi sono coliformi e streptococchi fecali, batteri-spia della pressione antropica, previsti dalla normativa italiana (Dpr 470/82), a cui si sommano gli escherichia coli, un parametro aggiunto dalla direttiva europea 2006/7/CE, che l’Italia dovrà recepire entro il 2008.

La situazione del lago Maggiore descritta dai prelievi dei giorni scorsi risulta critica: il monitoraggio ha rilevato infatti un inquinamento grave nel 25% dei campioni, con il picco massimo a Laveno (VA) dove tutti i limiti di legge sono stati abbondantemente superati. E proprio nei giorni scorsi, ricorda Legambiente, il sindaco del comune lavenese, su sollecito della Asl, ha ordinato la chiusura di quattro spiagge. A Luino, prosegue l’associazione, si riconferma grave la situazione alla foce del torrente Luina, che continua a scaricare nel lago reflui fognari non depurati, portando tutti i parametri microbiologici fuori dai limiti: di 85 volte i coliformi fecali e di 6 volte gli escherichia coli. Fortemente inquinate anche le acque del comune di Angera (VA) e, sulla costa piemontese, quelle di Arona e Meina in provincia di Novara.

Particolarmente critica la situazione del lago di Lugano lungo la costa che va dalla Valsolda (CO) a Lavena Ponte Tresa (VA): il 100% dei campioni prelevati sul Ceresio è risultato inquinato, la metà dei quali in modo grave, come nelle acque di Porlezza dove i valori dei coliformi fecali hanno superato di oltre 30 volte i limiti di legge. "Su questi laghi sono emersi problemi non trascurabili e diffusi – dichiara Tiziano Granata, portavoce di Goletta dei Laghi – Cigno Azzurro – sul Maggiore quest’anno abbiamo riscontrato una situazione più compromessa se paragonata a quella dell’estate 2006 quando a risultare inquinato era il 26% dei campioni. Tutt’altro che rassicurante il quadro emerso sul lago di Lugano, per la prima volta monitorato dalla nostra associazione. Ribadiamo l’obbligatorietà dell’esposizione dei cartelli di divieto di balneazione non sempre facili da individuare". La balneabilità del resto non è l’unico requisito utile per descrivere lo stato dei laghi: il lago di Lugano, ricorda Legambiente, soffre anche fenomeni di eutrofizzazione e di inquinamento organico.

Comments are closed.