AMBIENTE. Monitoraggio Legambiente: preoccupante l’inquinamento sul lago di Como

Quadro preoccupante sul lago di Como per l’inquinamento microbiologico e l’irrisolto problema della depurazione. Un po’ meglio il ramo di Lecco. Risulta infatti fortemente inquinato il 32% dei campioni prelevati sul lago di Como e Lecco, mentre solo il 23% è risultato entro i limiti di legge. E in 17 località su 22 i valori riscontrati hanno superato i limiti previsti dalla normativa. Sono i risultati delle analisi effettuate fra il 30 giugno e il 1 luglio scorsi dal laboratorio mobile di Goletta dei Laghi – Cigno Azzurro, la campagna di Legambiente realizzata con il contributo di COBAT, Consorzio Obbligatorio per le Batterie Esauste e COOU, Consorzio Obbligatorio per gli Olii Usati. "Sul lago di Como anche quest’anno abbiamo trovato un quadro preoccupante dal punto di vista dell’inquinamento microbiologico. L’irrisolto problema della depurazione riguarda i comuni che si affacciano sul lago, ma anche quelli dell’interno – ha dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico nazionale di Legambiente – che troppo spesso utilizzano i fiumi come vere e proprie condotte fognarie. Occorre completare al più presto la rete fognaria e di depurazione per salvaguardare l’ecosistema lacustre e la salute dei bagnanti".

L’indagine di Legambiente conferma il quadro critico emerso già l’anno scorso sulla sponda comasca del lago Lario, mentre migliora la situazione sul ramo lecchese, sebbene alcuni campioni abbiano abbondantemente superato i limiti di legge. In particolare in provincia di Como, rileva l’associazione, "sono risultate fortemente inquinate le acque prelevate a Lenno, Argegno, Torno e Tramezzo – quest’ultimo punto monitorato a seguito di una segnalazione da parte di un cittadino alla squadra dei tecnici di Legambiente. In provincia di Lecco la situazione più critica è emersa a Dorio, dove i coliformi fecali hanno superato di ben 85 volte i limiti previsti dalla normativa. Da rilevare gli alti livelli di inquinamento alle foci dei torrenti nei comuni di Bellano, Colico e Mandello del Lario, e nel punto di campionamento di Tramezzo. Si riconferma ancora il dato negativo di Laglio: in località Rive del Tenciù i coliformi superavano di 68 volte il limite di legge e, nonostante il divieto di balneazione, al passaggio dei tecnici in acqua si trovavano numerosi bagnanti. Quasi tutto il basso lago non sembra insomma dare segnali di miglioramento a causa della mancata entrata in funzione dei depuratori. Buoni invece i valori dell’ossigeno disciolto nelle acque del bacino".

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