AMBIENTE. Montagna, progetto SHARE: l’inquinamento sale fino alle Alpi e all’Himalaya

L’inquinamento non ha confini e sale fino ad alta quota: si forma e si accumula nelle aree pianeggianti ma può arrivare fino alle vette delle Alpi, degli Appennini e dell’Himalaya. L’aria che tira in montagna non è insomma molto buona quando a migliaia di metri di altezza si rilevano le stesse quantità di inquinanti provenienti dalla pianura. Sono i dati raccolti dal progetto di monitoraggio climatico ambientale SHARE (Stations at High Altitude for Research on the Environment) promosso dal comitato EvK2Cnr, anticipati ieri, che saranno illustrati nell’ambito della conferenza internazionale di oggi e domani a Milano "Mountains: energy, water and food for life. The SHARE project: understanding the impacts of climate change".

I preoccupanti livelli di inquinamento rilevati di recente dal progetto SHARE nelle aree montane sono un esempio delle ricadute che il progetto ha sulla realtà quotidiana e sull’ambiente. Le stazioni del progetto, quella sul Monte Cimone ed il Nepal Climate Observatory – Pyramid, sorvegliano dall’alto la pianura padana ed il versante meridionale della catena himalayana in prossimità dell’Everest ed evidenziano quanto l’aria di montagna risenta del trasporto di inquinanti da aree anche lontane, con conseguenze sul clima e sull’ambiente.

Le stazioni hanno evidenziato che in particolari condizioni meteorologiche, soprattutto nei periodi estivi in Italia e nella stagione premonsonica nell’Asia meridionale, l’inquinamento che si forma e si accumula nelle aree pianeggianti può essere trasportato fino alle alte vette delle Alpi, degli Appennini o della catena Himalayana, con il risultato che le montagne stesse diventano "recettore" dell’inquinamento atmosferico prodotto in altri luoghi: in questo caso, nella pianura padana e nella pianura indogangetica.

"Dalle osservazioni effettuate – ha detto Paolo Bonasoni, responsabile del Progetto SHARE – si sono sorprendentemente riscontrate elevate concentrazioni di Black Carbon e altri inquinanti che possono favorire un riscaldamento dell’atmosfera analogamente a quello prodotto da i gas serra, giocando, tra l’altro, un ruolo importante anche nello scioglimento dei ghiacciai. La presenza di questi inquinanti è aggravata dal fatto che non solo l’uomo contribuisce direttamente a questi fenomeni. Infatti, come abbiamo appurato in Himalaya durante la missione appena conclusa ad oltre 5000 m di quota, sono state registrate presso il NCO-P elevatissime concentrazioni di aerosol carbonioso, ozono e altri inquinanti, frutto di centinaia di incendi che hanno devastato il Nepal nel periodo di fine Aprile 2009".

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