AMBIENTE. Negli uffici italiani si consumano ogni anno 1,2 milioni di tonnellate di carta

Il consumo di materiali cartacei negli uffici italiani è pari a 1,2 milioni di tonnellate, con un consumo per addetto di 80 kg e per un totale di 240 miliardi di fogli ogni anno. Lo rileva uno studio dell’ Istituto di ricerca sull’impresa e lo sviluppo del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Torino (CERIS-CNR) realizzato per Wave Group ed InfoCert.

Secondo il Cnr, in assenza di dati ufficiali, le stime sono più basse della realtà in quanto realizzate partendo soltanto dai bilanci ambientali di impresa, dalle dichiarazioni ambientali EMAS (Eco-Management and Audit Scheme, uno strumento volontario creato dalla Comunità Europea) e da altre fonti, come i dati sul consumo di carta per fotocopiatrici e stampanti, escludendo altre tipologie rilevanti ma non facilmente quantificabili.

Ma con le delibere del CNIPA sulla conservazione sostitutiva e la promozione del documento digitale, secondo le stime del CERIS-CNR, il risparmio potenziale dall’adozione del documento digitale, nei soli settori soggetti a normativa, oscilla tra le 168.000 e le 259.000 tonnellate di materiali cartacei, equivalente al 13-21% del consumo totale di carta negli uffici italiani, in sostanza un obiettivo di ‘1 foglio su 5’ utilizzati, che appare del tutto realistico.

"Prendendo in considerazione il solo ambito assicurativo, si stima che il beneficio economico risultante dalla conservazione sostitutiva dei libri giornale e sezionali in una compagnia di medie dimensioni raggiungerebbe un valore superiore ai 2,3 milioni di euro in dieci anni – ha detto Roberto Zoboli del CERIS-CNR, tra gli autori della ricerca – I risparmi economici e ecologici connessi alla dematerializzazione dei documenti tendono perciò a trasformarsi in benefici diffusi, non solo per la singola azienda o organizzazione, ma anche e soprattutto per il Paese nel suo complesso. La strada del documento digitale potrebbe contribuire notevolmente all’attuazione di alcune politiche pubbliche, come la riduzione del riscaldamento globale e delle emissioni di CO2, sancita dal protocollo di Kyoto".

"Pur esistendo in Italia specifiche normative riguardanti la conservazione sostitutiva, e nonostante una crescente informatizzazione delle attività d’ufficio, il problema è ancora sottostimato, per motivi organizzativi e legislativi (mancanza di benefici fiscali), ma anche culturali, derivanti dalla diffusa diffidenza nei confronti dell’adozione delle nuove tecnologie – conclude – La via dell’ufficio ‘paperless’ è lunga, ma alcuni risultati importanti, anche per l’ambiente, potrebbero essere a portata di mano se il documento digitale ricevesse una promozione più forte e diffusa".

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