AMBIENTE. Novamont e Coldiretti danno vita alla prima bioraffineria

Dalla collaborazione tra la Novamont (azienda nel settore delle bioplastiche) e Coldiretti è nata, a Terni, la prima bioraffineria, "un nuovo modello di sviluppo industriale sostenibile in grado di coniugare la crescente domanda di qualità ambientale con la competitività di impresa.

A regime, a partire da inizio 2008, si prevede che raggiungerà una capacità produttiva annua di 60.000 tonnellate di bioplastiche completamente biodegradabili, compostabili e con limitato impatto ambientale lungo tutto il ciclo di vita. La bioraffineria si propone di affrontare in modo diverso le grandi sfide dell’economia: l’aumento del prezzo del petrolio e la sua disponibilità limitata, la valorizzazione delle nuove opportunità offerte dall’agricoltura per lo sviluppo sostenibile, i gravi problemi ambientali e la progressiva perdita di competitività del sistema produttivo occidentale di fronte alla crescita dei Paesi asiatici.

In Italia ci sono i terreni, le coltivazioni e le capacità imprenditoriali per un contributo concreto dell’agricoltura alla riduzione dell’inquinamento ambientale: attraverso il sistema della bioraffineria Novamont, destinando con la collaborazione della Coldiretti 800.000 ettari di terreno a colture di mais e oleaginose a fini energetici, sarebbe possibile, in linea di principio, produrre quantità di bioplastiche nell’ordine di circa 2 milioni di tonnellate, un quarto dell’intero fabbisogno nazionale di plastiche, metà dell’intera quantità di prodotti usa e getta. Un progetto quindi perfettamente compatibile con le colture alimentari e in grado di attivare un’intera filiera economica, nella logica di una competitività ambientale di sistema.

 

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