AMBIENTE. Oggi Giornata Mondiale: le proposte al Governo da WWF e Legambiente

Oggi, Giornata Mondiale dell’Ambiente, ‘evento mondiale indetto dall ‘UNEP il WWF ricorda il regalo speciale appena consegnato a Governo (oggi riunito in Umbria proprio per discutere sull’agenda dei prossimi mesi) e Parlamento: la RubricAmbiente, un vero e proprio ‘Bignami’ tascabile, dalla A come acque, B come biodiversità fino alla Z di zone umide con tanto di spazio per appunti e numeri utili. "Uno strumento snello e al tempo stesso puntuale che possa accompagnare sempre i membri del Parlamento e i Ministri nei prossimi passaggi istituzionali ricordando temi, azioni, urgenze a difesa dell’ambiente – ha dichiarato Fulco Pratesi, Presidente del WWF Italia – Un memorandum di 45 temi ‘caldi’ che sintetizza le misure concrete ancora in sospeso su energia, clima, parchi, biodiversità, difesa delle acque, gestione dei rifiuti, difesa del territorio, ricerca, infrastrutture, etc. insomma, un po’ di "ambiente da tenere sempre in tasca".

La RubricAmbiente rimanda ad un ampio documento di 32 pagine che il WWF ha già inviato a Ministri, Deputati e Senatori con gli approfondimenti e le indicazioni legislative delle voci citate nell’elenco. Per l’associazione ambientalista il tema, infatti, non è riconducibile ai soli compiti del Ministero preposto, perché il principio di rispetto dell’ambiente permea l’attività dell’intero Governo, dal dicastero dei Trasporti alle Infrastrutture, dalle Attività Produttive alla Salute.

"L’equazione tra benessere umano e salute dell’ambiente è elemento non più rinviabile e ormai fondamentale in ogni politica governativa – spiega Michele Candotti segretario generale del WWF Italia – Una politica lungimirante, che miri al rilancio del sistema Italia, della sua
affidabilità e della sua competitività, non può ignorare le priorità di conservazione, di legalità, di tutela. E’ necessario uscire dal confino e dal negazionismo prendendo atto del valore ambientale in ogni appuntamento della futura agenda di Palazzo Chigi".

Solo per citarne alcune alla B c’è la Biodiversità.

"Conferire alla Biodiversità un ruolo prioritario con piena attuazione della Convenzione Internazionale; realizzare la Carta della Natura, le Reti Ecologiche e altri strumenti strategici come il Piano Nazionale Biodiversità, la Legge Quadro su Diversità Biologica che darebbe anche al nostro paese lo strumento indispensabile per mantenere gli impegni internazionali su riduzione tasso di perdita della diversità biologica entro il 2010 (Countdown 2010)".

Alla E c’è l’Energia

"Dotare l’Italia di Piano Energetico Nazionale per vera svolta dai combustibili fossili verso politiche risparmio energetico, efficienza, fonti rinnovabili; definire piano per gas (come fonte energetica di transizione); progressiva riduzione dipendenza da questa fonte primaria, e individuazione di numero limitato nuovi impianti di approvvigionamento (rigassificatori).

Per la I l’elenco delle azioni urgenti su uno dei temi più ‘caldi’ dell’ agenda di Governo

Infrastrutture "Superare "Legge Obiettivo" sulle "grandi opere" e norme derivate, soprattutto per: VIA (recentemente semplificata e accelerata) su infrastrutture strategiche, per ruolo svolto da Regioni ed enti locali in pianificazione e realizzazione interventi. Ritornare ai criteri di trasparenza, rispetto regole concorrenza e correttezza in appalti e subappalti della Legge Merloni, cha ha consentito l’uscita da Tangentopoli. Congelare Primo Programma infrastrutture strategiche (realizzazione 235 opere per 531 progetti, per complessivi 264 miliardi euro). Rilanciare aggiornamento del Piano Generale dei Trasporti e della Logistica del 2001".

Non poteva mancare la K di .Kyoto

"Mantenere coerenza rispetto ad obiettivi di Kyoto e attuare strategie idonee ad intervenire nei principali comparti responsabili aumento emissioni gas serra (produzione elettrica, consumi elettrici, trasporti). Il Protocollo di Kyoto non è un sistema solo per pagare o compensare le
emissioni in eccesso di gas-serra, ma per limitare produzione di questi, portandoli al di sotto dei livelli del 1990".

Alla L un monito alla cancellazione della Legge delega

"Abrogare decreto legislativo ambientale (Dlgs 152/2006) che non ha "riordinato" normativa tutela ambientale preesistente, ma ha approvato modifiche negative, sostanziali e significative su importanti norme e principi su tutela ambiente derivanti da UE. Garantire corretto recepimento
Direttive Comunitarie in esso contenute".

Alla R un occhio di riguardo per la Responsabilita’ sociale d’impresa

Intanto Legambiente commenta le prime azioni del nuovo governo che torna a parlare di ambiente. "E non solo per proporre condoni edilizi – dice Roberto Della Seta presidente nazionale Legambiente – o per trovare il modo di aggirare i parametri del protocollo di Kyoto sulle emissioni, ma per affrontare i nodi della politica energetica e dei cambiamenti climatici".

"L’inaridimento dei suoli – si legge nel comunicato – arriva fino alle porte di casa nostra: in Italia 16.100 Kmq, pari al 5,35% dell’intero territorio nazionale, sono colpiti dal processo di desertificazione. Secondo l’Unione europea però, ben il 27% del nostro Paese è in qualche modo interessato da processi di inaridimento del suolo, con il 47% di aree aride, semiaride e sub umide secche destinate a trasformarsi in aree degradate in Sicilia, il 31,2% della Sardegna, il 60% della Puglia e il 54% della Basilicata. Le forme più dannose di uso non sostenibile della terra sono lo sfruttamento eccessivo del pascolo e delle coltivazioni, la deforestazione e le scarse pratiche di irrigazione. Sono degradate il 70% delle terre aride nel mondo, ovvero circa 36.000 milioni di ettari. E se il 5% del territorio nazionale soffre il fenomeno per cause climatiche, il restante 25% è dovuto all’attività dell’uomo: l’agricoltura intensiva, il turismo, l’industria, l’attività estrattiva e l’urbanizzazione.

"L’intensificarsi di eventi metereologici estremi – ha continuato Della Seta – conseguenza della pressione dell’uomo sull’ambiente, è un fattore destinato a peggiorare, a meno che non si inneschi una inversione di tendenza che inizi da politiche energetiche in grado di portarci fuori dall’utilizzo quasi esclusivo del petrolio. Purtroppo la qualità ambientale in Italia paga il prezzo di anni di immobilismo e decisioni sbagliate, e sul fronte energetico i nostri consumi continuano a galoppare. Su solare, termico e fotovoltaico, siamo praticamente all’anno zero: 8 mq ogni 1.000 abitanti di pannelli per il solare contro una media europea di 34 mq. Infine le nostre emissioni di anidride carbonica – ha concluso Della Seta – sono cresciute, dal 1999 ad oggi, dell’11%, mentre nel resto dell’Europa sono diminuite dell’1,7 %".

Per Legambiente la scelta delle priorità energetiche italiane nei prossimi anni deve rispondere ad obiettivi precisi: puntare alla riduzione dei consumi energetici di almeno il 20%, realizzare un forte sviluppo delle fonti rinnovabili che arrivi a produrre il 25% dell’energia elettrica; aumentare l’efficienza e la sicurezza della rete nella prospettiva di una generazione diffusa, puntare sul gas come energia possibile di transizione. La generazione di energia distribuita nel territorio e nelle città dovrà soddisfare i fabbisogni termici in primo luogo attraverso il solare termico e le centrali di microcogenerazione a metano e i fabbisogni elettrici integrando le potenzialità delle diverse fonti rinnovabili nei territori (solare fotovoltaici, eolico, biomasse, mini-idroelettrico) con le più efficienti tecnologie e una profonda ristrutturazione energetica e bioclimatica degli edifici (che riguardi gli usi razionali dell’energia, gli sprechi nelle abitazioni, l’utilizzo del solare passivo e termico, l’uso di elettrodomestici e impianti ad alta efficienza).

 

 

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