AMBIENTE. Oggi si celebra la Giornata Internazionale

"Ghiaccio che si scioglie, tema che scotta?" Questo lo slogan della Giornata Internazionale dell’Ambiente che si celebra oggi 5 giugno. L’evento nasce come strumento attraverso cui le Nazioni Unite sensibilizzano l’opinione pubblica sulla questione ambientale a livello mondiale e favoriscono l’azione e l’attenzione del mondo politico. Tante le iniziative in giro per il mondo e in particolare in Norvegia: dalle manifestazioni nelle strade alle parate di biciclette, dai concerti all’aria aperta ai concorsi per l’ideazione di poster nelle scuole alla piantagione di alberi e campagne di pulizia.

Intanto, in vista del vertice del G8 che si terrà questa settimana ad Heiligendamm, il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha lanciato un appello affinché i leader dei paesi partecipanti si impegnino ad adottare nuove misure urgenti a livello mondiale contro i cambiamenti climatici e ha sottolineato la necessità che questo impegno si estenda alle economie emergenti in rapido sviluppo, invitate ad assistere a una parte del vertice. Secondo Barroso, è giunto il momento che i partner dell’Ue rispondano alle iniziative concrete già intraprese dall’Unione e compiano i passi necessari per giungere a una conclusione positiva del Doha Round. Il presidente ha accolto con soddisfazione la scelta di porre al centro dell’agenda del G8 i temi relativi allo sviluppo e ha invitato l’Europa e il resto del mondo a mantenere le promesse nei confronti dell’Africa.

Sempre a Bruxilles Coldiretti coglie l’occasione per inaugurare l’esposizione delle bioplastiche del nuovo secolo nell’anniversario dei 100 anni dall’invenzione della plastica, in occasione del Forum internazionale Coldiretti-Studio Ambrosetti "Dal territorio la salute per la nuova Europa". La plastica – affermano gli agricoltori – nasceva nel 1907 in America per opera del chimico belga Leo Baekeland che inventò, dalla condensazione del fenolo e delle formaldeide, un polimero resinoso chiamato bakelite, la prima plastica completamente sintetica prodotta su scala industriale. Da allora – prosegue la Coldiretti – la famiglia dei materiali plastici si è allargata rapidamente e oltre alla bakelite sono stati scoperti rayon, cellophane, Pvc e nylon che hanno trovato le più diverse applicazioni: dalle calze agli arredamenti, dalle stoviglie ai dischi, dalle bottiglie ai sacchetti della spesa. Una escalation che ha visto parallelamente crescere i problemi di carattere ambientale dovuti al consumo di combustibile fossile, alle emissioni di gas serra e allo smaltimento: oggi nel mondo la plastica riciclata è appena il 10 per cento. In Europa si consumano ogni anno circa 100 miliardi di sacchetti di plastica, importati per la maggioranza da paesi asiatici come Cina, Thailandia e Malesia che vengono dispersi nell’ambiente dove occorrono almeno 200 anni per decomporli, con un effetto inquinante che si aggiunge all’emissione di gas a effetto serra destinato a influenzare negativamente il clima con il consumo di combustibile di origine fossile. Un tema sul quale si interroga anche il vertice G 8 a Heiligendamm in Germania

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