AMBIENTE. Ok del Parlamento Ue a sanzioni penali per i reati ambientali. Il commento di Legambiente

Approvata definitivamente dal Parlamento Ue la direttiva che impone sanzioni penali per una serie di reati ambientali commessi intenzionalmente o per grave negligenza. "Finalmente l’Unione Europea si dota di uno strumento legislativo in grado di contribuire alla lotta contro i crimini ambientali, con una direttiva che punisce le ecomafie con sanzioni pecuniarie o reclusione". Si legge in una nota di Legambiente. Il Presidente nazionale, Vittorio Cogliati Dezza, è soddisfatto che il Parlamento europeo abbia adottato la relazione dell’eurodeputato tedesco Hartmut Nassauer, elaborato sulla base dell’accordo raggiunto con il Consiglio.

"Dietro ogni fenomeno di aggressione criminale all’ambiente – ha affermato Cogliati Dezza – si nasconde un interesse illecito. Questa nuova direttiva deve servire, ora, a completare il processo di riforma della normativa ambientale italiana, iniziato con l’approvazione nel 2001 del delitto di organizzazione di traffico illecito di rifiuti e mai concluso, procedendo una volta per tutte all’inserimento dei delitti ambientali nel codice penale".

Tra le attività perseguibili penalmente ci sono, infatti, la raccolta, il trasporto, il recupero e l’eliminazione dei rifiuti, compresi il controllo di tali operazioni e la successiva gestione di impianti di eliminazione e tutte le attività eseguite da intermediari o mediatori; la spedizione di rifiuti in quantità non trascurabili eseguita in un unico carico o in più carichi connessi. Sono previste sanzioni per i comportamenti che causano il deterioramento di un habitat protetto e per la cattura, il possesso o l’uccisione di specie protette di animali o vegetali. L’elenco delle azioni illecite continua con la produzione, l’importazione, l’esportazione e l’immissione sul mercato di sostanze chimiche che riducono lo strato di azoto; lo scarico, l’emissione o l’immissione nell’aria, nel suolo o nelle acque di un quantitativo di radiazioni ionizzanti, nonché la fabbricazione, la lavorazione e il trattamento di materiali nucleari. Sarà compito di ogni Stato membro vigilare sui comportamenti di incitamento o favoreggiamento a commettere questo tipo di reati.

"Purtroppo – ha precisato il Presidente di Legambiente – in seguito a una sentenza della Corte di Giustizia europea, le sanzioni dovranno essere definite a livello nazionale, anziché europeo, come previsto dalla proposta iniziale della Commissione. Legambiente si impegnerà con forza affinché il governo italiano nel recepimento della nuova direttiva faccia proprie le sanzioni previste dalla proposta iniziale della Commissione ".

Secondo Ecomafia 2007, nel 2006 sono state accertate in Italia ben 23.668 infrazioni alla normativa ambientale, il 45,9% delle quali sono state accertate nelle 4 regioni a tradizionale presenza mafiosa (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia). Sono stati 4.409 i reati accertati nel ciclo dei rifiuti, il 35,5% dei quali compiuti nelle 4 regioni più esposte al fenomeno delle organizzazioni mafiose. Considerando tutto il ciclo dei rifiuti, che comprende l’intera filiera che va dal trasporto, al trattamento, allo stoccaggio e allo smaltimento finale, il business illegale stimato dalla nostra associazione supera i 5,8 miliardi di euro.

Comments are closed.