AMBIENTE. Palermo, MDC dice “No” alla trasformazione di spiagge libere in ritrovi notturni

Presto pub e discoteche all’aperto caratterizzeranno il litorale costiero palermitano. Per ora è solo una ipotesi ma già arrivano le prime reazioni di contrarietà: il Movimento Difesa del Cittadino di Palermo ha infatti espresso disappunto alla notizia della "paventata ipotesi da parte dell’Amministrazione Comunale di trasformare il patrimonio costiero in una ‘roboante’ discoteca".

I consumatori puntano quindi il dito contro l’idea lanciata dal Comune di Palermo di pub all´aperto in spiaggia e servizi balneari fino a fine ottobre. L’iniziativa che mira a creare attrattiva per tutto l’anno con la creazione anche di solarium è stata invece accolta positivamente dall´amministratore dell´immobiliare Italo-Belga, che controlla uno stabilimento di cabine e due spiagge attrezzate. La possibilità di affiancare alla balneazione attività collaterali è prevista dalla legge regionale numero 15 del 2005 sul rilascio delle concessioni di beni demaniali. Ma è necessario chiedere un´autorizzazione ulteriore alla capitaneria e all´assessorato regionale al Territorio e Ambiente che potrebbe tra l´altro rivedere il canone di concessione.

L’associazione ricorda come "La stagione balneare a Palermo sia stata vissuta dai turisti e dai cittadini con spiagge sporche ed abbandonate, servizi precari o inesistenti ed il costante rischio derivante dal primo evento meteorico significativo. Non cambia proprio nulla sotto gli ombrelloni dei palermitani. Ma in aggiunta al danno la beffa. In barba alla tutela della biodiversità di siti di particolare rilevanza naturalistica, di zone sottoposte a vincolo, oggi si ipotizzano pub e discoteche sul nostro litorale costiero".

"Abbiamo voluto rimarcare – ha concluso MDC Palermo – il principio di pubblica fruizione del patrimonio costiero, di salvaguardia, per creare servizi di buona qualità con costi prestabiliti dalla pubblica amministrazione a salvaguardia e tutela degli utenti consumatori, ed oggi vediamo stravolte le basi che avevano creato le condizioni di dialogo. Di fronte ad incontrollate privatizzazioni della costa, strutture abusive che dovevano essere abbattute sono oggi oggetto di concessione e di nuove speculazioni".

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