AMBIENTE. Parte la Carovana delle Alpi di Legambiente che consegna 9 bandiere verdi e 9 nere

Al via oggi la decima edizione della Carovana delle Alpi di Legambiente: per 3 mesi i volontari dell’associazione ambientalista si muoveranno lungo la catena montuosa per assegnare le bandiere verdi e nere. Con le prime si premieranno le buone pratiche nelle località montane, con le seconde si denunceranno le situazioni di degrado e cementificazione. In totale le bandiere sono 18. Dei 9 vessilli destinati ai "pirati" delle Alpi, 3 sono stati assegnati a località montane in Lombardia, 2 al Piemonte, 2 al Trentino Alto Adige e le ultime 2 a Veneto e Friuli Venezia Giulia. Al primo posto tra le minacce c’è l’aggressione urbanistica ai fondovalle.

"Abbiamo voluto puntare l’attenzione sul pessimo stato in cui versano i grandi territori dei fondovalle alpini – dichiara Damiano Di Simine, responsabile dell’Osservatorio Alpi di Legambiente – spesso si associa il consumo di suolo alle grandi aree metropolitane, ma la situazione sta diventando sempre più allarmante anche negli stretti corridoi vallivi in cui vive la grande maggioranza della popolazione delle Alpi. Le regioni che hanno sviluppato analisi sull’uso del suolo nelle aree montane, come la Lombardia e l’Alto Adige forniscono dati gravissimi: il territorio di fondovalle è una risorsa in esaurimento, a essere intaccati sono i suoli più fertili, di importanza strategica per l’agricoltura e la zootecnia montana. Fermare il consumo di suolo è una vera e propria emergenza nazionale, perfino all’interno dei territori montani dell’arco alpino".

Ma c’è spazio anche per la denuncia di progetti che spargono cemento in alta quota. Come a Selvino, in Provincia di Bergamo, dove un accordo di programma prevede la realizzazione di un gigantesco impianto sciistico coperto (sky dome), o in Valmalenco (SO), una valle montana già violentata dalle troppe cave e da tempo nel mirino della speculazione immobiliare.

Ed ora, le buone notizie: 9 bandiere sono state assegnate a progetti che mettono in campo politiche virtuose. Una bandiera è stata consegnata fuori dai confini nazionali al Dipartimento del Territorio del Canton Ticino e al municipio di Arogno (CH) per aver deciso di risolvere il problema dell’ecomostro della Sighignola in Val Intelvi (CO), struttura che ricade in gran parte in territorio italiano, recuperando il "balcone d’Italia" compromesso dal cemento. Un riconoscimento è andato anche al Comune di Cevo (BS), che grazie all’utilizzo delle energie rinnovabili l’intero paese è diventato autosufficiente per il fabbisogno di elettricità. Bandiera verde anche alla comunità S’Antonio/Oltreacqua di Tarvisio, in Friuli Venezia Giulia, per la sua opposizione a una Variante Urbanistica che apre le porte al cemento in pregiate aree agricole, e alla fondazione Nuto Revelli per il notevole intervento di recupero e animazione culturale del borgo di Paralup (CN).

 

 

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