AMBIENTE. Pesca, domani in vigore il nuovo regolamento Ue. Coro di proteste

Domani, 1° giugno, entra in vigore il nuovo regolamento mediterraneo sulla pesca approvato dalla Commissione Europea. Intanto si è sollevato un coro di proteste da parte del mondo dei pescatori e dei ristoratori. Il nuovo regolamento, infatti, introduce limitazioni sulle dimensioni delle maglie delle reti da pesca e sulla pesca a strascico.

Secondo la Federazione Italiana pubblici esercizi "la nostra ristorazione sarà costretta a togliere dai menu seppie, telline, calamaretti, rossetti, bianchetti, latterini, oppure ad approvvigionarsi, almeno in parte, sui mercati esteri di un prodotto così prelibato, squilibrando ancor di più la bilancia dei pagamenti del settore". "Comprendiamo bene la necessità di impedire una pesca indiscriminata e distruttiva – dice Giancarlo Deidda, Vice Presidente di FipeConfcommercio – ma non condividiamo che non si sia fatto nulla o troppo poco, anche da parte degli stessi pescatori, per scongiurare per tempo l’applicazione secca di tali normative. Così si favorirà la pesca di frode e contemporaneamente l’importazione di alcune di tali specie ormai "irrinunciabili" in molti ristoranti. Si tratta – conclude Deidda – di un vero e proprio impoverimento della nostra grande tradizione gastronomica e di un’altra tappa verso una perdita dell’identità della nostra grande cucina di prodotto".

Per Adoc il nuovo regolamento infligge un duro colpo al Made in Italy, oltre a un danno economico per il settore e i ristoratori stimabile sui 5 milioni di euro l’anno. "L’Unione Europea, ancora una volta, fa prevalere la logica delle grandi multinazionali dei surgelati a discapito del diritto degli italiani e dei popoli mediterranei a difendere la propria cultura gastronomica – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – con il nuovo Regolamento Mediterraneo sarà difatti praticamente impossibile vedere sulle nostre tavole alcuni piatti tipici della tradizione ittica mediterranea, dalle seppie alle telline per finire con la frittura di paranza. E’ l’ennesimo duro colpo di matrice europea al Made in Italy, molte Regioni saranno penalizzate, dal Lazio alla Liguria passando per Veneto e Calabria. E ripercussioni ci saranno anche dal punto di vista economico, per il settore ittico della piccola pesca, che rappresenta il 5% della flotta italiana e per la ristorazione stimiamo un danno economico di almeno 5 milioni di euro l’anno. Inoltre – conclude Pileri – c’è il rischio concreto di uno sviluppo della pesca di frodo e del mercato nero, con risvolti economici molto gravi sull’intero settore e sui consumatori."

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