AMBIENTE. Pesca ecosostenibile: si schierano la Ue e gli ambientalisti

Approccio ecosistemico alla pesca: considerare l’intero ecosistema e ridurre l’impatto delle attività di pesca sul funzionamento, sulla diversità e sull’integrità degli ecosistemi. Questo l’obiettivo al quale è improntata l’azione della Commissione europea che oggi ha pubblicato una Comunicazione sul ruolo della politica della pesca nell’attuazione di un approccio ecosistemico alla gestione dell’ambiente marino. La Comunicazione, informa una nota, fa parte del primo pacchetto di azioni da realizzare nella nuova politica marittima integrata.

Per la Commissione la politica comune della pesca (PCP) può contribuire a un maggior coordinamento nella tutela dell’equilibrio ecologico degli oceani. Due gli obiettivi principali: ridurre l’impatto della pesca sull’ambiente marino riducendone la pressione e assicurare che le misure adottate appoggino l’impostazione intersettoriale definita nella direttiva sulla strategia per l’ambiente marino e nella direttiva "Habitat". Tutto questo, rileva la Commissione, "dovrebbe garantire la protezione degli habitat vulnerabili e delle specie sensibili, evitare interruzioni della catena alimentare e tutelare l’integrità dei principali processi ecosistemici, creando così un ambiente marino sano che potrà contribuire positivamente a un’industria della pesca fiorente e ad altre attività umane sostenibili". "Proteggere l’integrità del nostro ambiente marino non è solo un fine in sé, ma anche una condizione essenziale per un settore marittimo sostenibile e rivolto al futuro – ha dichiarato il commissario europeo per la pesca e gli affari marittimi Joe Borg – Senza ecosistemi sani, gli stock ittici non possono prosperare né le attività di pesca essere redditizie. Ecco perché tutti trarranno vantaggio dall’applicazione di un approccio ecosistemico".

Nel frattempo le associazioni ambientaliste chiedono all’Europa di intervenire contro la pesca illegale. "Legambiente WWF e Marevivo – si legge in una nota stampa – chiedono al Consiglio Europeo che si riunirà il 14 e 15 aprile a Bruxelles di approvare nei tempi stabiliti, ovvero a giugno 2008, la proposta di regolamento sulla pesca illegale IUU. Le associazioni riconoscono e ribadiscono l’importanza del regolamento proposto dalla Commissione che farebbe finalmente chiarezza sulla definizione della pesca non regolamentata, non dichiarata e illegale (pesca IUU – Illegal Unregolated and Unreported), vera piaga nel Mar Mediterraneo e causa di grave sofferenza di molte specie tra cui anche il "nostro" tonno rosso mediterraneo". Per le tre associazioni il Regolamento crea una disciplina per i casi più gravi di pesca illegale e ne fissa le sanzioni ma dovrà essere applicato "a tutte le imbarcazioni comunitarie e di paesi terzi, sia in acque europee sia in acque internazionali, perché altrimenti non raggiungerebbe lo scopo prefissato dalla Commissione e la sua applicazione darebbe luogo a disparità tra Paesi". "Il Regolamento IUU – concludono – è dunque per noi il punto di partenza per la creazione di un sistema di protezione dell’ambiente marino e della biodiversità che metta al centro la legalità e protegga non solo le risorse del mare ma anche tutti i pescatori che lavorano onestamente e meritano il giusto compenso".

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