AMBIENTE. Pesca tonno rosso, Greenpeace: “Ue verifichi anche sue responsabilità”

La Commissione Europea ha attivato ieri una procedura d’infrazione, anche contro l’Italia, per verificare la presenza di eventuali violazioni alle norme di tutela dello stock del tonno rosso. Greenpeace palude all’iniziativa europea sottolineando che "il tonno è in graduale diminuzione a causa di anni di pesca eccessiva".

"L’Ue dovrebbe verificare anche le sue responsabilità per la distruzione del tonno rosso – sostiene Alessandro Giannì, responsabile della Campagna Mare di Greenpeace Italia – Negli anni scorsi l’Ue e gli Stati Membri hanno stanziato milioni di euro per aumentare a dismisura lo sforzo di pesca su questa specie. Mai più un euro a chi sta saccheggiando i nostrimari!"

Greenpeace sostiene, infatti, che non basta verificare la presenza di eventuali violazioni alle norme di tutela del tonno rosso. Occorre modificare il cosiddetto "piano di conservazione" del tonno rosso deciso, su proposta dell’UE,dalla Commissione per la Conservazione del Tonno Rosso (Iccat). In linea con i suggerimenti del Comitato Scientifico dell’Iccat bisogna dimezzare le quote, contrastare davvero la pesca pirata e definire riserve marine nelle aree di riproduzione del tonno rosso: Isole Baleari, Tirreno meridionale e Canale di Cipro.

Il Regolamento Mediterraneo prevede che gli Stati Membrisuggeriscano aree chiuse alla pesca, mentre la Convenzione di Barcellona, con un apposito Protocollo, prevede l’istituzione di aree marine protette. La Senatrice Loredana De Petris ha presentato oggi un’interrogazione parlamentare in merito al Ministro dell’Ambiente e al Ministro delle Politiche Agricole.

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