AMBIENTE. Piano infrastrutture, WWF: “Serve nuova strategia”

Il WWF in una lettera inviata al Presidente del Consiglio, Romano Prodi, lamenta lo scarso interesse "sostenibile" per l’Allegato Infrastrutture 208-2011 al DPEF in questi giorni all’esame delle Commissioni parlamentari. "Le nuove opere previste – si legge – sono troppe, troppo costose e raramente necessarie e si continuano a eludere le normative europee in materia, al punto che nei piani e programmi che riguardano infrastrutture a livello nazionale non è mai stata effettuata una Valutazione Ambientale Strategica (VAS), mentre per l’applicazione delle procedure semplificate di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) sulle infrastrutture strategiche è aperta una procedura di infrazione della Commissione Europea".

Con un sondaggio online avviato oggi, il WWF intende verificare in che misura gli italiani siano al corrente di queste gravi mancanze del nostro sistema infrastrutturale e offre a tutti la possibilità di sottoscrivere una lettera aperta inviata al Governo e alle Commissioni parlamentari per chiedere che le grandi scelte sulle infrastrutture necessarie al Paese siano sempre vincolate a VAS e VIA, gli unici strumenti che se correttamente applicati consentono di vagliare, con il concorso dei cittadini e degli enti locali, le alternative che presentano il miglior rapporto costi-benefici in campo economico-finanziario, sociale e ambientale.

Stando alle previsioni dell’Allegato Infrastrutture, sono 144 i progetti che dovrebbero essere realizzati nel quinquennio 2008-2012, per un costo presunto di 98 miliardi di euro (il 56% dei quali destinati a strade e autostrade vecchie e nuove) e un fabbisogno annuale di 6,4 miliardi di euro di fondi pubblici (ovvero il 30% circa della cifra destinata allo sviluppo della Finanziaria 2007). E in nessuna parte dell’allegato si fa cenno ai costi che la realizzazione di tali progetti comporterebbe in termini di perdita di biodiversità e impoverimento del nostro patrimonio paesaggistico e culturale.
Tuttavia, il WWF non si limita a criticare un progetto ma avanza anche una proposta e scrive: "Per migliorare le infrastrutture in Italia serve una strategia diametralmente opposta: poche nuove opere effettivamente utili e il potenziamento del trasporto merci su ferro con un adeguamento della rete ferroviaria. Questa dovrebbe ricevere la quota maggiore delle risorse finanziarie. Ciò consentirebbe un notevole risparmio in termini economici e socio-ambientali, oltre che un allineamento agli obiettivi di riduzione delle emissioni indicati dal Protocollo di Kyoto".

 

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