AMBIENTE. Poca raccolta differenziata: eco-stangata in arrivo per 106 Comuni piemontesi

Non riciclare costa, e non solo all’ambiente. In provincia di Torino su 106 Comuni che non hanno rispettato i limiti minimi di raccolta differenziata stabiliti dalla Regione sta per abbattersi una "eco-stangata" e, come prevedibile, anche questa volta a farne le spese saranno i cittadini.

Secondo il meccanismo tributario studiato dalla finanziaria regionale dell’anno scorso per premiare i Comuni che meno saturano le discariche con i propri rifiuti, infatti, in Piemonte non possono essere superati i 280 chilogrammi procapite di spazzatura indifferenziata, pena il pagamento di 25 euro a tonnellata di multa. Con una produzione complessiva di oltre 93 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati, quindi, è inevitabile una tassa da cinque milione di euro per chi si è meno speso nella raccolta differenziata.

Il provvedimento ha generato malcontento tra gli amministratori locali che per far fronte all’esborso eccezionale dovranno necessariamente far lievitare le bollette dei cittadini. Le maggiori proteste giungono dai Comuni a forte attrazione turistica, specie quelli delle valli olimpiche, che dovranno pagare le cifre più alte: a penalizzarli è il modo in cui viene calcolata la quantità di pattume non differenziato accettato per ogni realtà, sempre proporzionale agli abitanti. "Dire che Claviere ha 192 abitanti è ridicolo visto che in alta stagione, e non solo viaggiamo ormai su una media di 200-300mila presenze – protesta il sindaco della località montana Franco Capra – i turisti portano utili, è vero, ma generano rifiuti e quindi presuppongono costi a carico del Comune". "E’ una delle tante questioni sulle quali bisogna mettere un po’ d’ordine" gli fa eco Antonio Saitta, presidente della Provincia. Per risolvere la querelle forse potrebbe essere utile imitare Torino che ha evitato la multa non per particolare virtuosità ma perché ha ottenuto la possibilità di conteggiare un numero di abitanti superiore a quello effettivo. "E’ questione di buon senso – spiega l’assessore comunale all’ambiente Domenico Mangone – la nostra produzione di rifiuti non può non tenere conto delle migliaia di persone che tutti i giorni, e non solo in periodi specifici, raggiungono la città per lavorare in uffici, scuole e ospedali. Di fatto vivono a Torino e in quanto tali generano rifiuti". La disparità di trattamento, però, non è stata accolta con entusiasmo: "Si tratta di discriminazione" è il coro di protesta dei sindaci multati.

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