AMBIENTE. Politica italiana in ritardo nelle riforme. Associazioni scrivono a Prodi

L’Italia è indietro nelle politiche sull’ambiente. Le associazioni di settore manifestano la propria preoccupazione per i ritardi nelle riforme del Codice dell’Ambiente, del Codice degli Appalti e nell’attuazione del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio. Per sollecitare il nostro Governo, 21 movimenti (fra cui WWF, FAI, Italia Nostra, Legambiente, INU, LIPU, Movimento Azzurro, Pro Natura) hanno deciso di scrivere al Premier Romano Prodi, per chiedere al più presto un incontro sull’argomento. Tra i rischi paventati c’è quello dell’avvio di un contenzioso con Ue sulla violazione della Direttiva Habitat, sulla VAS, sulla VIA per le infrastrutture strategiche e sugli aspetti legati alla gestione di acque e rifiuti.

"Delicate questioni in materia ambientale – sostengono gli ambientalisti – rischiano, come in passato, di essere trascurate e ricacciate nella serie B della politica italiana. Pur riconoscendo al Governo una particolare sensibilità sui temi energetici e sul rispetto del Protocollo di Kyoto, le associazioni ambientaliste rilanciano il tavolo di coordinamento (attivo da sette anni) per ribadire che nella XV legislatura poco si è fatto per arrestare il declino della biodiversità e la progressiva dissipazione del patrimonio ambientale, paesaggistico e culturale della martoriata Italia".

Le associazioni rilevano i seguenti ritardi: "Lo stallo delle modifiche attese su acque, aria, danno ambientale, rifiuti e bonifiche, nonostante le proposte normative elaborate dal Ministero dell’Ambiente e la prossima, ormai inevitabile, entrata in vigore dall’1 agosto della Parte II del Codice dell’Ambiente che, sulla Valutazione Ambientale Strategica di piani e programmi e sulla Valutazione di Impatto Ambientale, prevede regole in contrasto con la legislazione europea, che getteranno per alcuni mesi nel caos amministrazioni pubbliche, tecnici e cittadini; il rilancio, con l’Allegato Infrastrutture 2008-2012 al DPEF, delle norme e delle procedure speciali sulle infrastrutture strategiche traslate nel Codice Appalti e l’incoerenza delle scelte prioritarie nel campo dei trasporti e delle infrastrutture; il rischio che, nell’attuazione del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio, i piani paesaggistici di nuova generazione vengano assorbiti e vanificati negli strumenti urbanistici ordinari delle singole Regioni, nell’assenza di chiari indirizzi nazionali".

Altri punti sollevati dagli ambientalisti: il ritardo nell’attuazione delle normative comunitarie sulla Direttiva Habitat sulla VAS, sulla VIA e sui settori acqua e rifiuti, da cui sono già partite di procedure infrazione da parte dell’Ue; il mancato rispetto dell’applicazione degli impegni internazionali in tema di biodiversità.

Per visualizzare la lettera al Ministro Prodi clicca qui.

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