AMBIENTE. Ponte Stretto, Legambiente dichiara: “E’ possibile cambiare destinazione del progetto”

E’ ammissibile rivedere il progetto del Ponte dello Stretto, mediante il cambiamento della ragione sociale della "Stretto di Messina Spa". Lo sostiene Legambiente, rispondendo ad una dichiarazione del Ministro Pecoraro Scanio sulla possibilità di rivedere l’opera prevista dal precedente governo. "Siamo d’accordo con Pecoraio Scanio – ha affermato Francesco Ferrante, direttore dell’associazione ambientalista -: è giunto il momento di provare a recuperare una parte dei soldi che invece sono stati già spesi per inseguire questa chimera. Nato da una proposta di Legambiente, è stato già depositato un disegno di legge per favorire questa trasformazione".

Proprio Ferrante, capogruppo dell’Ulivo in Commissione Ambiente al Senato, ha presentato lo scorso giugno, un disegno di legge insieme al Senatore calabrese Francesco Bruno. "L’insensatezza del Ponte sullo Stretto – spiega Ferrante – è ormai evidente a chiunque ragioni con il buon senso: è un’opera che costerebbe miliardi di euro, in gran parte forniti più o meno direttamente dalle casse pubbliche, e che a fronte di un alto impatto ambientale lascerebbe del tutto irrisolta la drammatica arretratezza del sistema dei trasporti del mezzogiorno.

Con l’approvazione del disegno di legge, – conclude Ferrante – il governo avrebbe la delega a trasformare la Società Stretto di Messina Spa in un Istituto che potrebbe sfruttare un’incredibile patrimonio informativo accumulato in anni di studi, per la realizzazione di attività e progetti finalizzati alla tutela del territorio, alla difesa degli ecosistemi e della biodiversità, alla riduzione e al ripristino dei siti inquinati, alla conservazione e valorizzazione dei beni culturali, allo sviluppo di un sistema di trasporti intermodale a partire dai collegamenti marittimi, allo sviluppo economico e turistico delle realtà locali, all’indirizzo delle politiche produttive secondo i principi dello sviluppo sostenibile, alla messa in sicurezza sismica dell’area dello Stretto".

 

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