AMBIENTE. Porto Marghera, Legambiente: “Riconvertire le tecnologie di produzione”

"E’ l’epilogo di una storia già scritta". Così Stefano Ciafani, coordinatore scientifico di Legambiente, commenta l’annuncio della Dow Chemical di chiudere gli impianti di Marghera. Si conferma l’allarme lanciato da Legambiente con la campagna Stop al mercurio, partita a giugno e volta a sensibilizzare l’opinione pubblica, la politica, i lavoratori e le aziende sui gravi rischi legati all’inquinamento dalle produzioni del ciclo del cloro.

"Non siamo né vogliamo essere detrattori della chimica nel nostro Paese – aggiunge Ciafani – ma un punto è certo: gli impianti della filiera del cloro devono essere riconvertiti nelle produzioni pulite della chimica verde. Una chimica che sappia affrontare la sfida della competizione e rilanciare l’occupazione, attraverso la realizzazione di nuovi materiali, come le plastiche biodegradabili, e di nuovi prodotti, come i biocarburanti per autotrazione".

Legambiente chiede pertanto al sistema imprenditoriale italiano di rilanciare il settore della chimica di base attraverso una riconversione delle tecnologie di produzione, cogliendo anche l’opportunità fornita dal Reach (il regolamento sulla registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche in discussione in sede comunitaria), la cui approvazione è stata più volte rimandata anche a causa delle pressioni delle associazioni di categoria europee.

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