AMBIENTE. Primato europeo produzione gas serra alla Polonia, Brindisi è nona

BRUXELLES- Il primato europeo della produzione di anidride carbonica spetta all’impianto polacco di Belchatow, ma la centrale elettrica a carbone dell’Enel a Brindisi si aggiudica la maglia nera nella classifica italiana con il nono posto. Cresce l’impegno della Commissione europea che domani potrebbe presentare un pacchetto per la riduzione delle emissioni di gas serra pari al 20%. Scontenti gli ambientalisti di Greenpeace.

Nella fumosa classifica italiana delle emissioni di anidride carbonica la medaglia d’oro va alla centrale Enel di Brindisi Sud. In seconda posizione, con un distacco largo l’acciaieria Ilva di Taranto, seguita dalla raffineria Saras di Cagliari. Seguono poi le centrali elettriche a carbone, come la veneziana Fusina Merghera (Enel), la savonese Vado Ligure (Tirreno Power), Brindisi Nord (Edipower).

Il primato europeo della ciminiera più inquinante spetta alla Polonia, alle centrale della compagnia Bot di Belchatow con emissioni pari al doppio di quelle di Brindisi. Seconda in Europa la tedesca Rw, terza la Vattenfall, al confine tra Germania e Polonia. Rispetto a questi fumatori incalliti, la centrale pugliese sembra scomparire ma resta nona nella classifica europea, seguita dalla centrale greca di Salonnicco.

Resta alto il livello d’allerta della Commissione europea che domani si appresta a presentare un piano per la riduzione delle emissioni di Co2 nell’atmosfera entro il 2020 del 20% rispetto ai livelli 1990. La percentuale ha fissato il punto di equilibrio tra le richieste del commissario Ue all’ambiente, Stavros Dimas, che puntava a un ambizioso 30% e l’ala industrialista capeggiata dal commissario Guenther Verheugen, orientato verso un più prudente -15% per non pesare troppo sulle aziende europee.

Secondo Greenpeace, il taglio che domani potrebbe proporre la Commissione del 20% entro il 2020, metterebbe a rischio la possibilità’ di un obiettivo piu’ elevato a livello mondiale. "Pensiamo che questa sia una vergogna sotto il profilo politico e scientifico", ha dichiarato il direttore della politica climatica di Greenpeace a Bruxelles, secondo l’Ue si riduce a giochetti mentre il pianeta "sta bruciando".

Anche sul piano industriale si avverte una certa preoccupazione: l’Unice, che raggruppa le associazioni europee degli imprenditori (per l’Italia Confindustria) ha annunciato per mercoledi’ una presa di posizione ufficiale.

Bruxelles si impegna a proporre agli altri paesi partner di contribuire alla riduzione del 30% a livello globale. Gli Stati Uniti (i piu’ grandi inquinatori del mondo) hanno rifiutato di firmare il protocollo di Kyoto mentre Cina e India si sono sempre dichiarati contrari a riduzioni obbligate

FONTE http://www.eper.sinanet.apat.it/site/it-IT/

 

 

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