AMBIENTE. Primavera 2007, Cnr: la più calda dal 1800 ad oggi

Quella appena trascorsa è stata la primavera più calda dal 1800 ad oggi. Un nuovo record, dunque, dopo quello stabilito dal mese di aprile e dall’inverno 2006-07. Questa la notizia che giunge dalla banca dati dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna (Isac-Cnr) dopo la conclusione del rilevamento stagionale (effettuato dal primo marzo al 30 maggio).

"Non sono bastate, infatti, le temperature più fresche degli ultimi giorni di maggio per abbassare la media primaverile che, con un’anomalia positiva di 2,3 °C al di sopra della media del periodo di riferimento (1961-1990), si classifica al primo posto nel periodo coperto dalla banca dati del nostro istituto, che va dal 1800 ad oggi". E’ quanto afferma Teresa Nanni dell’Isac-Cnr (Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna) annunciando il record raggiunto dalla primavera 2007.

Questo primato segue quello dell’inverno 2006-2007 (il trimestre da dicembre a febbraio), anch’esso il più caldo degli ultimi due secoli, ed è legato essenzialmente al mese di aprile (il più caldo mai registrato da quando sono disponibili i dati, con un +3,1 °C rispetto alla media 1961-90), mentre marzo e maggio si collocano rispettivamente al tredicesimo e al decimo posto, con un +1,6 e un +2,1 rispetto alla media. Per confrontare adeguatamente tali anomalie, si consideri che il marzo più caldo dall’800 risulta essere quello del 2001, con 3,5 gradi in più rispetto al 1961-90, e il maggio più caldo quello del 1868 con +3,1.

"Il contributo maggiore alle alte temperature primaverili di quest’anno proviene dalle temperature massime: le più elevate degli ultimi due secoli, con un’anomalia positiva di 1,8 gradi, seguite da quelle del 1945, del 2003 e del 2001" – precisa Nanni – La media stagionale delle temperature minime si colloca, invece, al 2° posto dopo quella del 2001,".

Dopo una primavera così cosa aspettarci dall’estate? Secondo Michele Brunetti dell’Isac-Cnr "Queste temperature da record, sia per l’inverno sia per la primavera, non sono da interpretare come ‘messaggi premonitori’ di una prossima estate bollente. Basti pensare che l’estate del 2003, che detiene a tutt’oggi il primato della più calda dal 1800 con un’anomalia positiva di ben 4,2 gradi centigradi, fu preceduta da un inverno con temperature piuttosto basse (il 52esimo della serie) e da una primavera calda ma non da record, che attualmente si classifica al settimo posto. Per sapere come potrà presentarsi la prossima estate lasciamo quindi la parola alle previsioni stagionali".

Per quanto riguarda le precipitazioni, nulla di particolarmente rilevante da segnalare: le piogge registrate negli ultimi giorni di maggio hanno portato il totale stagionale a valori di poco al di sopra della media primaverile del periodo 1961-1990.

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