AMBIENTE. Protocollo Kyoto, WWF: “Tagli incisivi alle emissioni di CO2 entro il 2012”

Il protocollo di Kyoto, strumento operativo delle Nazioni Unite con cui gli Stati aderenti si sono impegnati a ridurre le emissioni di anidride carbonica, esige una rapida attuazione. Lo richiede il WWF, ribadendo la necessità di portare a compimento gli obiettivi del protocollo non oltre il 2012. "E’ davvero urgente arrivare a tagli incisivi delle emissioni di anidride carbonica (CO2) – afferma l’associazione ambientalista -: questo è l’unico modo per sperare di poter rallentare e fermare il fenomeno dei mutamenti climatici".

Il protocollo di Kyoto, varato in Giappone nel 1997 ed entrato in vigore lo scorso anno, sarà effettivamente operativo tra il 2008 e il 2012. "Tuttavia lo scorso anno – denuncia il WWF – nella prima riunione degli Stati che hanno ratificato il protocollo di Kyoto (COP/MOP1) a Montreal è stato approvato un Piano di azione che dà inizio al percorso che porterà al post 2012. Tale percorso sta avendo inizio in questi giorni (da 15 al 25 maggio) a Bonn, in Germania, in particolare con l’incontro del Gruppo di lavoro Ad Hoc che deve definire i prossimi, ambiziosi target di riduzione delle emissioni, evitando salti tra il primo e il secondo periodo di Kyoto". Il WWF ritiene che il secondo periodo di impegni debba attuare un target di riduzione di gran lunga maggiore delle riduzioni previste nel primo periodo (5.2% al di sotto dei livelli del1990) e che il periodo di impegno dovrà avere una validità di cinque anni.

"Gli scienziati dicono che ci stiamo rapidamente avvicinando ai tempi limite per agire – sottolinea Mariagrazia Midulla, Responsabile delle campagne internazionali WWF Italia -. Per mantenere l’aumento medio della temperatura globale al di sotto dei 2°/C (rispetto all’era pre-industriale) entro il 2050 le emissioni globali di gas serra devono essere del 40-45% al di sotto dei livelli del 1990, in modo da ottenere una stabilizione a 400 parti per milione CO2-equivalenti. Questo vuol dire che i Paesi Sviluppati devono ridurre le proprie emissioni tra il 30 e il 35% al di sotto dei livelli del 1990 entro il 2020" . "Stare al di sotto dell’aumento medio di 2°C – conclude Midulla – è possibile. Ma per far questo l’attuale sistema basato sui combustibili fossili deve essere trasformato completamente in un sistema molto efficiente dal punto di vista energetico che usa risorse e tecnologie a bassa emissione di carbonio".

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