AMBIENTE. Quando il rifiuto si trasforma in arte. On line il Museo virtuale del Riciclo

"Essere un contributo in più a sostegno dell’ambiente e una testimonianza significativa della sensibilizzazione ai temi ambientali". Questo l’obiettivo, secondo le parole di Walter Camarda, presidente di Ecolight (Consorzio per il riciclo dei rifiuti elettronici) del Museo virtuale del Riciclo on line sulla pagina www.museodelriciclo.it. Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche unite a fantasia e creatività sono la ricetta per trasformare i rifiuti in arte.

L’idea nasce appunto da Ecolight, consorzio costituito nel 2004 per la gestione dei Raee, delle Pile e degli Accumulatori. I Raee sono i "Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche", ovvero piccoli e grandi elettrodomestici, computer, dispositivi elettrici ed elettronici, dai cellulari, dalle lampade fluorescenti ecc. Come spiega il consorzio "queste apparecchiature sono solitamente composte da materie prime riciclabili o nobili, che possono essere recuperate e riutilizzate. Ma possono altresì contenere sostanze dannose per l’uomo e per l’ambiente. È per questo motivo che la legge ha disposto che i Raee non potranno più semplicemente essere portati in discarica ma dovranno essere recuperati secondo precise procedure. Con l’entrata in vigore della direttiva europea 2002/96 (PDF), recepita in Italia con il Decreto Legislativo n.151 del 25/7/2005, è stato attribuito ai produttori l’onere di istituire, gestire e finanziare sistemi di raccolta e di trattamento dei Raee, nel pieno rispetto di tutte le normative vigenti in materia ambientale".

Il museo virtuale ha proprio l’obiettivo di dare nuova vita a questi rifiuti, ma sottoforma di opere d’arte. "I rifiuti – prosegue Camarda – prendono nuova vita, diventano arte. L’esperienza che abbiamo maturato nell’ambito della gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche è alla base di questo progetto. I Raee non sono infatti solamente competenza dei produttori e degli importatori, e di conseguenza dei consorzi che da queste aziende sono nati, ma di tutti. La cura dell’ambiente passa infatti da attenzioni che ciascuno può e deve adottare. E il Museo del Riciclo nasce proprio con questo scopo".

Cinque le sezioni previste ad oggi: arte, design, moda, architettura e musica. Il tutto in una vetrina di partenza che supera il centinaio di opere fatte da una trentina di artisti. Ogni opera è corredata di foto, descrizione dei materiali impiegati, dell’artista e anche degli impiega dell’oggetto.

Navigando nel museo si può trovare un quadro della famosa "Notte stellata" di Van Gogh (nella foto) "dipinta" con parti di pc, transistor, condensatori, diodi, oscillatori al quarzo e filo elettrico. Oppure oggetti fashion come la Keybag: una borsa, creata dal designer portoghese Joao Sabino, realizzata con 393 pulsanti provenienti da tastiere di computer applicati ad un contenitore realizzato con plastica e fibre di nylon. Come opera di lancio è stata scelta "Lucetrice" di Camillo Fiore, un’istallazione realizzata con pannelli elettrici delle lavatrici che ha vinto la prima edizione del concorso "Rifiuti in cerca d’autore" promosso da Salerno in Arte, nella sezione Design.

"Per quanto sia impossibile presentare un’opera omnia di tutto quanto riguarda questo particolare mondo, l’intento è di offrire quantomeno una finestra per approcciare un "universo" che è in costante e pieno sviluppo – conclude il direttore generale di Ecolight, Giancarlo Dezio – Così il tema del "riciclo" deve diventare più familiare: non più legato al mondo dei rifiuti, ma collegato ad un nuovo modo di vivere. Siamo infatti convinti che il riciclo, in quanto "buona pratica", è una forma d’arte capace di insegnare a rispettare maggiormente l’ambiente".

A cura di Silvia Biasotto

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