AMBIENTE. Quirinale emana decreto sviluppo. Concessione spiagge verso 20 anni. WWF: rischio cemento

Il Presidente della Repubblica ha emanato oggi il decreto sviluppo. E secondo diverse fonti, il contestato diritto di superficie di 90 anni concesso ai privati sulle spiagge sarebbe stato ridotto a 20 anni, previsione che dovrebbe essere contenuta nell’ultima versione del decreto. Un cambiamento comunque contestato da FAI (Fondo ambiente italiano) e WWF, per i quali le spiagge sono a rischio cemento con la previsione stessa di un "diritto di superficie".

Un passo indietro. Come informa una nota del Quirinale, "il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha oggi emanato il decreto-legge recante prime disposizioni urgenti per l’economia nel testo risultante dalle consultazioni intervenute tra il Governo e la Presidenza della Repubblica secondo una corretta prassi di leale collaborazione istituzionale. Quanto alle disposizioni in materia di credito contenute nel decreto-legge il Capo dello Stato auspica il più sollecito recepimento della direttiva europea 2010/76 sulla dirigenza bancaria, con il conseguente adeguamento dei poteri di vigilanza regolamentare della Banca d’Italia".

Sul capitolo spiagge, che prevede appunto una riduzione del diritto di superficie a 20 anni, per FAI e WWF è un bene che si torni indietro ma potrebbe non bastare. Spiegano le due associazioni: "E’ un inghippo la trasformazione del diritto di concessione in diritto di superficie che mette a rischio cementificazione le spiagge. Si vuole infatti separare la proprietà del terreno da quello che viene edificato e questo significa garantire ai privati la proprietà degli immobili, già realizzati o futuri, sul demanio marittimo. Tutto questo non era fino a oggi possibile perché tramite la concessione gli immobili, anche se realizzati da privati, rimanevano in uso per il tempo della concessione ma erano del demanio. In concreto – proseguono – questo significa che con l’introduzione del "diritto di superficie" se lo Stato vorrà le spiagge libere da infrastrutture una volta scaduto il termine dei vent’anni, dovrà pagare ai privati il valore degli immobili realizzati perche questi saranno a tutti gli effetti di loro proprietà e quindi potranno essere venduti o ereditati".

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