AMBIENTE. Raccolta differenziata, Milano è maglia nera

Nel corso del convegno organizzato da Legambiente e Anci Lombardia al Palazzo delle Stelline per fare il punto sullo stato dell’arte in tema di riduzione dei rifiuti in Lombardia è emerso un dato preoccupate: Milano risulterebbe essere il fanalino di coda della classifica elaborata dall’associazione ambientalista, mentre spetterebbe ad Adro – un piccolo paese del bresciano – la palma di Comune più riciclone della Regione.

«Nella nostra classifica rientrano solo i Comuni che hanno ottemperato agli obblighi di legge, che impongono almeno il 35% di rifiuti riciclati, mentre Milano da anni è bloccata sotto il 31%», ha spiegato Damiano De Simine, presidente lombardo di Legambiente

Legambiente – che ha presentato la sua classifica nel corso di una due giorni di convegni organizzata a Milano insieme all’associazione nazionale dei Comuni italiani – ha inoltre sottolineato che dal prossimo anno la soglia minima salirà al 40% e Milano, nonostante l’ottimale ambito territoriale, è a forte rischio di commissariamento, su eventuale richiesta della Regione Lombardia, che nel suo insieme si situa al 42,5% di rifiuti riciclati, pari al terzo posto in Italia dopo Veneto e Trentino.

Da notare un dato interessante emerso nel corso del convegno: tutti i Comuni più virtuosi in materia di riciclo sono comunque le piccole realtà sotto i 15mila abitanti.

La realtà territoriale più virtuosa è rappresentata infatti da Adro (che si aggiudica il 76,7% per indice di buona gestione), seguita da Roverbella, un piccolo centro del mantovano (75,83%) e dalla bergamasca Alzano lombardo (74,69%). Tra i capoluoghi di provincia, invece brilla la città di Lecco (54% di rifiuti riciclati), seguita da Varese (44,43%) e Bergamo (43,7%).

Le maglie nere spettano invece a Milano, Brescia e Pavia, decisamente fuori classifica poiché continuano a puntare unicamente su grandi impianti di inceneritori, come ha sottolineato il presidente di Legambiente.

Ed è altrettanto negativa la fotografia scattata dalla 17ma edizione dell’Osservatorio permanente della Qualità della Vita a Milano presentata oggi dall’associazione MeglioMilano, dalla quale emerge che se il benessere economico migliora, così come il tasso di occupazione, peggiora invece decisamente la qualità stessa della vita urbana, poiché cresce l’inquinamento, aumentano i decessi per malattie dell’apparato respiratorio e sono in continua ascesa furti, rapine e violenze sessuali.

Dallo studio – che ha analizzato quattro grandi macroaree (economia, qualità urbana, sociale e civile), sulla base di 107 indicatori relativi al 2006 – emerge che i dati relativi all’ambiente, salute, sicurezza e mobilità tendono invece al netto peggioramento.

L’inquinamento è cresciuto portando Milano al 75mo posto su 80 province analizzate per polveri sottili e neanche l’Ecopass proposto dalla giunta Moratti sembra essere una soluzione convincente, mentre vengono auspicate scelte meno timide da parte delle autorità comunali.

 

 

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