AMBIENTE. Rapporto del Parlamento Ue sulle sanzioni penali

Il Parlamento europeo ha approvato ieri il rapporto di codecisione della commissione parlamentare degli affari giuridici relativa alla protezione dell’ambiente da parte del diritto penale. L’obiettivo di tale relazione è quello di garantire che la legislazione comunitaria sia messa correttamente in atto e che i danni causati all’ambiente siano sanzionati penalmente in tutti gli Stati membri.

Tutti i comportamenti che possono causare danni alle persone, all’aria, al suolo, all’acqua, alle piante e agli animali, se vengono commessi in modo intenzionale o risultano da una grave negligenza, devono essere sottoposti a sanzioni penali "effettive, proporzionali e dissuasive".

Nella lista delle infrazioni illegali ci sono le emissioni di radiazioni nell’aria, il deposito di rifiuti, la produzione e lo stoccaggio illecito di materiale nucleare. I deputati hanno voluto inserire nel campo di applicazione della direttiva anche la cattura, la distruzione o il commercio di speci protette di flora e fauna, il deterioramento degli habitat o dei siti protetti.

Il relatore tedesco Hartmut Nassauer, ha espresso soddisfazione per questo accordo in prima lettura con il Consiglio, che è un buon risultato in vista del voto in Plenaria previsto per maggio.

Gli eurodeputati hanno infine emendato la proposta della Commissione europea che rendeva la direttiva conforme ad una decisione del 6 ottobre 2007 della Corte di Giustizia europea. Secondo la Corte l’Ue disponeva di competenze per adottare misure penali solo nei casi in cui esisteva un "bisogno giustificato", cioè nelle politiche comuni dei trasporti e dell’ambiente. La Corte aveva aggiunto che non spettava all’Ue di precisare il tipo e il livello di sanzione criminale.

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