AMBIENTE. Rapporto europeo sulla balneazione, Legambiente: in Italia criteri più severi

I punti campionati in Italia sono di più che nel resto d’Europa e i parametri italiani sulla balneabilità sono più severi: è quanto commenta Legambiente in relazione ai dati resi noti dal Rapporto europeo sulle acque di balneazione. "I parametri italiani sulla balneabilità – commenta Sebastiano Venneri, vice presidente nazionale di Legambiente – si differenziano da quelli europei non solo per la quantità di punti campionati, di gran lunga maggiore degli altri paesi Ue, ma anche per la severità dei criteri utilizzati".

I dati del rapporto sono stati pubblicati con evidenza dal Corriere della Sera che parla, con 300 spiagge off limits, di un’ultima posizione dell’Italia in Europa. "Le 300 spiagge delle quali si parla sul quotidiano milanese – ha detto Venneri – in realtà sono 300 punti di campionamento, molti dei quali sono foci dei fiumi e corsi d’acqua che, a differenza degli altri Paesi europei, l’Italia controlla. Mentre nel resto d’Europa le foci dei fiumi non rientrano tra i luoghi da analizzare, nel nostro Paese, infatti, sono inclusi tra i punti da campionare, incrementando così il numero delle acque non balneabili. La diversità dei criteri di valutazione emerge anche dall’enorme quantità di punti di campionamento sottoposti ad analisi. Come emerge dallo stesso rapporto europeo l’Italia ha esaminato la qualità delle acque in ben 4929 punti di campionamento, praticamente 1/3 del totale dei punti analizzati in tutta Europa (14552)". Così i siti monitorati in Italia diventano due volte e mezzo superiori a quelli della Grecia. Il monito di Legambiente? Fare attenzione ad accomunare parametri di valutazione diversi per i diversi paesi europei.

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