AMBIENTE. Rapporto europeo sulla balneazione: in Italia proibite 300 coste

La linea nera dei mari e delle coste nelle quali è stata proibita la balneazione perché non soddisfa i parametri microbiologici e chimico-fisici dell’Unione europea corre per buona parte delle coste tirreniche, scende dal Lazio alla Campania alla Calabria, non risparmia la Sicilia, la Calabria, la Liguria e la costa adriatica. È quanto emerge dal capitolo dedicato all’Italia della Relazione europea sulla qualità delle acque di balneazione. Il 92,9% delle acque di balneazione costiere rispetta i valori igienico-sanitari indicati dalla normativa europea (poco al di sotto della media dell’intera Europa che si attesta al 95,2%) ma spicca il dato sulle coste diventate "proibite" e chiuse alla balneazione nel 2007: ben 300, con un aumento consistente dal 2002 (quando erano 125 le spiagge e coste off limits) al 2005 (quando il loro numero è salito a 256) fino appunto alle 300 del 2007. Non è andata meglio, in tema di balneazione, alle acque dolci: i siti proibiti erano 113 nel 2002, sono diventati 258 nel 2007.

La Commissione europea ha inoltre osservato che fra il 1991 e il 2006 molte acque precedentemente balneabili sono state ritirate e declassate dalla lista ufficiale delle aree balneari monitorate. La Commissione ha dunque inviato una lettera di richiamo all’Italia, insieme ad altri dieci paesi, richiedendo una spiegazione per il "declassamento" dei siti dalla lista delle aree sotto controllo. Le autorità italiane – viene ricordato nello studio – hanno fornito delle spiegazioni ora sotto esame da parte della Commissione.

LINK: Bathing water results 2007 – Italy

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