AMBIENTE. Rifiuti, Legambiente Lombardia: Adro (Bs) è il Comune Riciclone 2009

MILANO – Alla fine, è stato un piccolo Comune lombardo ad aggiudicarsi il Palmarès dell’eccellenza per la gestione dei rifiuti nella classifica "Ricicloni 2009" che premia le municipalità più virtuose, stilata anche quest’anno da Legambiente Lombardia sulla base dei dati forniti da Arpa Lombardia e presentata oggi nella sede del Consiglio regionale, che ha patrocinato l’iniziativa.

E’ stato infatti ancora una volta Adro, un Comune bresciano con poco più di 7mila abitanti, a confermarsi vincitore assoluto e a entrare trionfalmente nella "Top Ten" dei Comuni lombardi più ricicloni totalizzando un indice di buona gestione pari a 80,32, grazie alla percentuale di raccolta differenziata che sfiora l’80% e alla riduzione della produzione giornaliera pro-capite di rifiuti pari a 0.84 chilogrammi.

Si attesta saldamente sulla seconda posizione assoluta della classifica il Comune di Travagliato (Brescia), al primo posto però nella classifica dei Comuni ‘over 10mila abitanti’, mentre la medaglia di bronzo va a Roverbella (Mantova) con il 77% di raccolta differenziata.

Secondo il dossier di Legambiente, sui 1546 Comuni lombardi sono 627 quelli che rientrano nella classifica dei più ricicloni. "Rispetto all’edizione precedente (588 Comuni in totale), i Comuni virtuosi in materia di gestione dei rifiuti sono in netto aumento – ha dichiarato Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – nonostante la maggior rigidità dei criteri di selezione e ammissione alla classifica che certifica le municipalità più virtuose, anche se i margini di miglioramento sono ancora notevoli, soprattutto per quanto riguarda la raccolta dell’umido e la riduzione della produzione dei rifiuti".

Così, tra i capoluoghi di provincia, Lecco si conferma il migliore per essere riuscito a mettere a segno un una raccolta differenziata vicina al 55%, seguito da Bergamo (49,9%), Varese (47%) dalla new entry Monza e Brianza (50%) e da Sondrio (45,9%). Anche quest’anno a causa dell’innalzamento della soglia minima di raccolta differenziata per l’ingresso in classifica – fissata per il 2008 al 45% rispetto al vecchio 40% – restano fuori dalla Top Ten i capoluoghi di Brescia, Mantova, Como e Lodi. Costante negativa resta l’esclusione di Milano e di Pavia, inchiodate rispettivamente al 32,7% e al 28,1% di raccolta differenziata. Milano in particolare, meriterebbe addirittura la ‘maglia nera’, "poiché – aggiunge Di Simine – purtroppo, da molti anni si sposta solo di qualche decimale di frazione percentuale, ma non dà segni reali di miglioramento".

Se per entrare in classifica bisogna differenziare con buoni "numeri", per primeggiare occorre dimostrare invece di possedere un efficace sistema di gestione dei rifiuti, poiché è su questo indicatore che si regge la classifica regionale dei "Comuni ricicloni".

"Occorre dimostrare di avere un sistema di gestione in grado di garantire di produrre frazioni di buona qualità, riducendo gli scarti in fase di riciclaggio – ha aggiunto Lidia Crivellaro, responsabile del rapporto – ed anche di mettere in campo politiche locali per la riduzione complessiva della produzione di rifiuti. Ovviamente, a costi competitivi, poiché un buon sistema di gestione esteso all’intera Lombardia, non è solo un buon affare per i portafogli dei cittadini-contribuenti e per l’ambiente, ma può concorrere in modo rilevante anche alla riduzione delle emissioni clima-alteranti (-250mila tonnellate l’anno di produzione di Co2).

"Questa riduzione verrebbe però quasi del tutto annullata se, invece, si optasse per la costruzione di nuovi inceneritori – ha concluso il presidente regionale di Legambiente – .La Lombardia, con il 40% dei rifiuti trattati in inceneritori, è la regione italiana più dotata di questo tipo di impianti che, oltre a porre problemi di sicurezza e di inquinamento, non sono per nulla efficienti nel recupero di materiali ed energia".

La buona notizia è quindi che raggiungendo gli obiettivi di riciclaggio e riduzione dei rifiuti previsti dalle norme europee alla Lombardia non servirebbe costruire nemmeno un nuovo inceneritore, a condizione – secondo Legambiente – di nuove impiantistiche per il trattamento biologico della frazione organica dei rifiuti e dei reflui, da cui è possibile ricavare biometano e fertilizzanti organici: la vera sfida tecnologica necessaria a rendere davvero autonoma la regione.

di Flora Cappelluti

 

 

 

 

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