AMBIENTE. Rifiuti in Campania, Codici: frutto di anni di cattiva amministrazione

L’associazione CODICI (Centro per i Diritti del Cittadino), ha siglato con altre associazioni di consumatori un documento comune sul ciclo integrato dei rifiuti. L’associazione, inoltre, ha promosso cause contro i comuni, la Regione, il Commissariato di Governo per il risarcimento del danno alla salute derivante dall’emergenza rifiuti e dal mancato smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Al momento sono già pendenti cause avanzate da alcuni avvocati per il risarcimento del danno alla salute.

Ormai l’emergenza rifiuti in Campania ha raggiunto l’apice della drammaticità. Tonnellate di rifiuti giacciono da mesi lungo le strade cittadine nonostante la regione paghi la tassa rifiuti più alta in Italia. Inoltre, i sei impianti di CDR della Campania hanno chiuso uno alla volta per l’impossibilità di far uscire le balle di rifiuti lavorate, sature e ormai ricche di percolato, sostanza altamente tossica che penetra nel terreno e inquina le falde acquifere.

Per cercare di contenere una crisi in atto vengono temporaneamente aperte discariche e impianti di smaltimento e termovalizzatori che nessuno vuole e che non vedono un sito preposto per la loro nascita che consentirebbe di provocare danni minori rispetto ai continui roghi che si propagano quotidianamente nelle città campane. Ogni giorno i vigili del fuoco ricevono circa 100 chiamate sparse sull’intero territorio campano che interessano i roghi appiccati ai numerosi cumuli di rifiuti. Dai 50 ai 90 per la città di Napoli; dai 15 ai 30 per la città di Caserta e provincia; fino a 5 per le altre province di Benevento, Avellino e Salerno.

Da diverso tempo ambientalisti e medici hanno segnalato e dimostrato i rischi e i pericoli per la salute umana e all’ambiente per il propagarsi di diossina e di sostanze tossiche nell’aria da parte dei roghi appiccati dai cittadini saturi delle esalazioni nocive prodotti dai rifiuti. Sostanze che si depositano sotto forma di piogge acide sui terreni agricoli e sugli allevamenti. Inoltre il prolungarsi della situazione di emergenza costituisce un pericolo di diffusione di malattie infettive e di epidemie.

La Campania, una regione messa letteralmente in ginocchio dai rifiuti, che vede sfilare l’esercito nelle vie cittadine per intervenire e liberarle, soprattutto quelle antistanti i plessi scolastici per permettere agli alunni di ritornare tra i banchi di scuola dopo il fermo delle festività natalizie, e nei pressi dei mercati per svolgere le regolari attività di commercio quotidiane. L’intervento dell’esercito è stato deciso dal Governo dopo che i sindaci di numerosi comuni campani hanno puntato i piedi per ottenere una soluzione e dichiarato la chiusura degli istituti scolastici e dei mercati se i cumuli di rifiuti non venivano prelevati dalle vie cittadine.

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