AMBIENTE. Rifiuti in Campania, nuovo richiamo Ue. Legambiente: prendere esempio da Comuni virtuosi

A fine settimana scadono i due mesi di tempo che la Commissione europea ha concesso all’Italia, per rendere noto a Bruxelles le misure che intende porre in essere ”con azioni precise e in tempi brevi” all’emergenza rifiuti a Napoli”. Se a Bruxelles non dovesse arrivare nulla il commissario Ue, Janez Potocnik, non potrebbe far altro che portare nuovamente l’Italia davanti alla Corte di Giustizia, chiedendo una sanzione che secondo le più ottimistiche stime si aggirerebbe sui 20-30 milioni d’euro. Multa che si aggiungerebbe al blocco di 145 milioni di fondi Por e Fas destinati alla Campania disposto dalla Commissione nel 2007, frutto d’una procedura d’infrazione aperta sempre sulla questione rifiuti.

"Basterebbe fare quello che da anni l’Europa ci chiede: investire, aumentare e potenziare la raccolta differenziata, attuando politiche di riduzione dei rifiuti senza lasciarsi distrarre da vecchi e nuovi sempre più fantasiosi supporti tecnologici" commenta Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania, che ricorda la presenza in Campania di esempi virtuosi di comuni che fanno la raccolta differenziata. "Bisogna partire da questo virtuosismo ed estenderlo per riacquistare la credibilità che merita questa regione e i cittadini che la abitano" aggiunge Buonomo.

"Per risolvere il problema – conclude Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente – servono interventi strutturali per completare l’impiantistica per il trattamento dell’organico e per lo smaltimento dei rifiuti e per estendere la raccolta porta a porta in tutte le città medio grandi".

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