AMBIENTE. Riparte Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato

Anche quest’anno il Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato viaggerà lungo le strade del nostro Paese per controllare lo stato di salute dell’Italia. Da Salerno a Padova, da Reggio Calabria a Torino, il convoglio percorrerà lo Stivale monitorando la qualità dell’aria e il rumore. Ma non solo. Obiettivo della campagna è anche sensibilizzare i cittadini sulle tematiche ambientali.

Quattro le carrozze del Treno Verde, ognuna con le sue caratteristiche. La prima carrozza è dedicata alla mobilità e a come può diventare sostenibile puntando sul trasporto pubblico e in particolare su quello ferroviario. La seconda spiega il meccanismo dell’effetto serra e i vantaggi delle energie rinnovabili, temi che conducono alla terza carrozza a bordo della quale si potranno scoprire le opportunità e le novità per risparmiare energia e contribuire alla salvaguardia dell’ambiente. Il Treno in sosta nelle stazioni sarà aperto dalle 8.30 alle 13.00 per le visite guidate della scuole prenotate e dalle 16.00 alle 19.00 per tutti i cittadini. L’ingresso è gratuito.

"Il Treno Verde – ha detto Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – dunque torna nelle città italiane con la missione di riportare all’attenzione degli amministratori e dell’opinione pubblica il problema dell’inquinamento atmosferico ma soprattutto per offrire ai cittadini un’informazione chiara e completa sull’energia, le fonti rinnovabili e soluzioni di risparmio che sono via obbligata per ridurre le emissioni e raggiungere i target di Kyoto". Dopo molti anni di studi oggi non esistono più dubbi sul fatto che l’inquinamento atmosferico rappresenti un rischio per la salute umana e che il traffico automobilistico è tra i maggiori responsabili. È stato stimato che nella maggior parte degli Stati membri dell’UE, il settore dei trasporti è all’origine della più alta percentuale delle emissioni di monossido di carbonio (74%), di ossidi di azoto (55%), di idrocarburi volatili (47%) e di ossidi di zolfo (9%) e che circa 100.000 morti all’anno (il 5% dei decessi totali in Europa), potrebbero essere correlate all’esposizione nel lungo termine al particolato (PM10) prodotto dal traffico".

Proprio oggi l’associazione ha reso noti i dati registrati dalle centraline di monitoraggio della qualità dell’aria, aggiornati al 19 febbraio 2008. I dati sono allarmanti: 40 giorni di superamento a Frosinone e Torino, 38 giorni a Cesena, 36 a Modena e Lucca contro i 35 giorni all’anno consentiti dalla legge; altre 10 città hanno già raggiunto o oltrepassato 30 giorni di superamento del limite medio giornaliero per le polveri sottili di 50 μg/mc, apprestandosi anch’esse a superare presto il tetto massimo. "La situazione è preoccupante, e non solo per il numero elevato di superamenti e le possibili conseguenze sulla salute dei cittadini, ma anche per la disperante cronicità con cui si ripropone l’allarme – ha commentato Cogliati Dezza -. Il quadro, infatti, è pressoché identico a quello dello scorso anno e di quello ancora precedente".

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