AMBIENTE. Riscaldamenti, Lombardia: la Giunta dice “no” all’olio combustibile

Esteso dal 1 ottobre a tutta la Regione Lombardia il divieto dell’utilizzo dell’olio combustibile per gli impianti di riscaldamento. Lo ha stabilito la Giunta Regionale al fine di consentire una riduzione di emissioni di polveri sottili (PM10 primario) di circa 250 tonnellate (il 6% del totale delle emissioni nel periodo in cui gli impianti sono in funzione).

Attualmente il divieto è operativo solo in alcune zone critiche: Milano-Como-Sempione, Bergamo e Brescia. La delibera prevede comunque delle deroghe: solo per gli impianti con potenzialità termica superiore ai 10 MW, a condizione che vengano rispettate alcune rigorose prescrizioni tecniche relative ai limiti di emissione, specificate nel provvedimento della Giunta regionale.

Il divieto riguarda in particolare l’utilizzo di olio combustibile e altri distillati pesanti di petrolio, oltre che emulsioni di acqua con olio combustibile o altri distillati pesanti di petrolio negli impianti di abitazioni e condomini. Secondo l’Arpa (Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente) l’utilizzo di questi combustibili pesanti emissioni in atmosfera di sostanze inquinanti quali polveri fini, anidride solforosa, ossidi di azoto, metalli pesanti e anidride carbonica.

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