AMBIENTE. Risultati positivi raggiunti dall’UE, nuovi impegni per il dopo Kyoto

Una relazione annuale della Commissione europea sui progressi realizzati in direzione degli obiettivi di Kyoto sostiene che l’UE sia vicina alla meta. Le proiezioni fornite dagli Stati membri sono ottimiste e prevedono una riduzione dei gas serra dell’UE15 del 7,4% nel 2010, rispetto al 1990, e il raggiungimento del traguardo del -8% nel 2012. Se si applicheranno politiche e misure supplementari attualmente discusse dall’UE, le emissioni potranno essere diminuite addirittura dell’11,4%.

Dalla relazione emerge come tutti gli Stati membri dell’UE25 siano in grado di conseguire i rispettivi obiettivi di Kyoto, introducendo anche altri provvedimenti che abbattano le emissioni in maniera tempestiva. E’ da sottolineare la mancanza di un obiettivo collettivo per l’UE27; in particolare Cipro e Malta non hanno impegni da onorare. Un altro traguardo, stabilito durante il Consiglio europeo del marzo scorso, è la riduzione delle emissioni dell’UE del 30% entro il 2020 e la base di partenza per realizzare questo obiettivo è stata l’approvazione del pacchetto "Energia e clima" della Commissione.

Il Commissario all’Ambiente, Stavros Dimas,ha dichiarato: "Le ultime proiezioni mostrano che l’obiettivo di Kyoto sarà raggiungibile dopo che gli Stati membri avranno adottato e messo in atto le iniziative supplementari attualmente in discussione. La Commissione ha già dato un importante contributo alla realizzazione dell’obiettivo di Kyoto con le sue decisioni sui piani nazionali di assegnazione delle quote per il 2008-2012 nell’ambito del sistema UE di scambio delle quote di emissione. Quest’opera serve anche a gettare una solida base per conseguire i nostri obiettivi di emissione per il 2020, che sono ben più ambiziosi e per i quali presenteremo una serie di proposte all’inizio dell’anno prossimo."

Per quanto riguarda i cambiamenti climatici, dal 3 al 14 dicembre si terrà, a Bali, la conferenza delle Nazioni Unite. L’obiettivo è raggiungere un accordo ambizioso sul clima, per il dopo Kyoto, considerando la preoccupante valutazione della situazione climatica attuale e futura presentata di recente dall’IPCC, Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici.

"I dati scientifici sono allarmanti. – ha dichiarato il Commissario Dimas – l’unica risposta responsabile è impegnarsi di più a livello mondiale per limitare le emissioni di gas serra. Per questo a Bali è necessario decidere il varo dei negoziati su un accordo mondiale sul clima che sia esauriente e ambizioso e stabilire una tabella di marcia che ne definisca gli elementi principali. La conferenza dovrà inoltre fissare alla fine del 2009 la data limite per la durata dei negoziati." "Il futuro accordo – ha aggiunto Dimas – dovrà puntare a limitare il surriscaldamento del pianeta a 2ºC in più rispetto alla temperatura dell’era pre-industriale perché solo così potremo evitare gli impatti più devastanti prodotti dal mutamento del clima. La conferenza di Bali è un’ottima occasione per approvare tali obiettivi ambiziosi che dovranno essere i nostri punti di riferimento nei negoziati per i prossimi due anni."

Alcuni dei punti fondamentali del post Kyoto sono:

  • Limitare il surriscaldamento del pianeta a 2ºC al di sopra della temperatura dell’era pre-industriale. Per far ciò le emissioni globali dovranno stabilizzarsi entro i prossimi 10-15 anni per poi dimezzarsi rispetto ai valori del 1990 entro il 2050.
  • Ridurre le emissioni vincolanti e più consistenti in termini assoluti per i paesi industrializzati;
  • Contributi equi ed efficaci da parte di altri paesi, ed in particolare delle economie emergenti in rapida crescita, che dovrebbero essere chiamati a garantire una crescita economica a minore intensità di emissioni.
  • Potenziare ed ampliare il mercato globale del carbonio, anche attraverso meccanismi flessibili innovativi e rafforzati. Il sistema UE di scambio delle quote di emissione ha dimostrato che il mercato del carbonio rappresenta una soluzione efficace.
  • Rafforzare della cooperazione per la ricerca, lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie pulite necessarie per abbattere le emissioni.
  • Abbattimento delle emissioni conseguenti alla deforestazione, attività che contribuisce fino al 20% delle emissioni planetarie di CO2.


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