AMBIENTE. Rivitalizzazione delle foreste e sviluppo sostenibile: il progetto Robinwood a Energethica

Italia, Germania, Slovacchia e Spagna insieme per tre anni per rivitalizzare le aree rurali tramite la selvicoltura e il ruolo delle foreste. E’ il progetto Robinwood in cui report conclusivo è stato ieri presentato nel corso di Energetica 2008 a Genova. L’iniziativa ha visto la cooperazione tra la Liguria (principale coordinatore per la comunicazione), il Brandeburgo (Germania), Presov e Kosice (Slovacchia), Mursia (Spagna). Il progetto si concentra in particolare sulla gestione forestale, strumento in grado di generare diversi benefici- in particolare riguardo alla produzione di biomassa legnosa e miglioramenti idrogeologici. Il progetto, cofinanziato dall’Unione Europea, ha lavorato sullo sviluppo delle filiera locale del legno in stretto contatto con le popolazioni autoctone, coinvolte in incontri e seminari nei quali hanno potuto apprendere nuove soluzioni per fronteggiare l’erosione del terreno, le alluvioni e l’utilizzo dell’energia rinnovabile nelle proprie zone. Esso comprende, inoltre, una serie di sottoprogetti "dedicati" alle peculiarità di ciascuna zona, nel rispetto totale delle biodiversità che i partner di Robinwood presentano.

Presenti alla conferenza diverse testimonianze del funzionamento del progetto, secondo le vocazioni "proprie" di ognuno dei partner partecipanti. Il Brandeburgo, ad esempio, ha avuto un ruolo centrale per l’energia. "Abbiamo esperienza nella produzione termica ed elettrica- ha spiegato Gernord Bilke, coordinatore del progetto in Germania-e desideriamo fare dell’energia della biomassa un mercato reale, nonostante le risorse limitate, specialmente delle foreste dello Stato". In Liguria, il Piano Energetico Ambientale ha attivato diversi progetti pilota sulle biomasse, con la finalità di testarne gli aspetti gestionali ed economici. L’energia da biomassa, tuttavia, ha difficoltà a penetrare i mercati radicati e ben organizzati del calore e dell’elettricità, proprio a causa dei costi, della necessità di una filiera del legno e della qualità del combustile.

La componente della gestione forestale è spiegata dal coordinatore Kim Burnham della Foresty Commission Wales: "In tutte le regioni del nostro progetto sono presenti un gran numero di superfici boschive, poco estese e di proprietà privata. Sono proprio queste ultime ad essere mal gestite rispetto alle grandi foreste di proprietà dello Stato; ottenere una certificazione ed una pianificazione per questi boschi privati è raro a causa dei costi, sia in termini di denaro che di tempo, e della mancanza di un beneficio immediato. Tuttavia, nelle regioni in cui la certificazione ha una storia più lunga, i benefici provenienti da una migliore pianificazione e incentivi economici sono stimoli fondamentali per il cambiamento. Per esempio: in Murcia e Liguria la certificazione sta iniziando ad essere applicata ma i suoi potenziali benefici non sono molto diffusi, poiché è difficile sfruttarli pienamente. In Galles e Slovacchia dell’Est, la certificazione è comunemente applicata e gli effetti sono evidenti; in Brandeburgo, c’è una diffusione tale della certificazione che non rappresenta più un valore aggiunto".

Per quanto riguarda l’Idrogeologia, il coordinatore, Jorge Garcia Gomez, della Regione Autonoma Murcia, spiega i risultati del report: "Oltre che le alluvioni, presenti in tutte le regioni del progetto tranne che nel Brandeburgo, un rischio idrogeologico piuttosto comune è rappresentato dai ruscellamenti, che vanno di pari passo con l’erosione del suolo. Il sistema di drenaggio artificiale non è consolidato in Liguria e Murcia, mentre Galles, Brandeburgo e Slovacchia dell’Est hanno una rete collegata all’uso del suolo, che ha anche la funzione di evitare accumuli d’acqua nella stagione delle piogge. Rispetto alla domanda idrica, c’è da dire che Mursia e Liguria, regioni in cui le stagioni secche e la siccità possono essere molto frequenti e dure, hanno un problema di penuria di acqua. Tuttavia, il problema è in aumento anche nelle altre regioni del progetto, soprattutto per il sovra-sfruttamento delle falde acquifere dovuto all’uso potabile ed agricolo".

La comunicazione del progetto è affidata alla Regione Liguria. "Con questo progetto- commenta l’Assessore all’Ambiente della Regione Liguria Franco Zunino- abbiamo la conferma che si può coniugare ambiente e utilizzo del patrimonio selvicolturale, che la creazione di un nuovo modello socio economico per l’entroterra possa essere sviluppato con il contributo dei diversi soggetti locali: un modello a scala piccola, filiere a catena corta, molta flessibilità e collaborazione degli operatori, molta disponibilità ad una gestione multifunzionale, multiprodotto. Penso alle risorse boschive che abbiamo intorno a La Spezia ed alla loro sfruttabilità in questo senso. Un occasione da non lasciarsi sfuggire". Gli fa eco l’Assessore all’Agricoltura della Regione Liguria, Giancarlo Cassini: "Il progetto Robinwood ha consentito di sperimentare buone pratiche di gestione forestale integrata e sostenibile tese da un alto ad attivare azioni di manutenzione del territorio e dall’altro a sviluppare un mercato stabile delle produzioni legnose destinate all’edilizia e all’industria dei mobili. Tra i risultati concreti del progetto, c’è il Catalogo dei Tipi forestali della nostra regione. Questa classificazione ha lo scopo di fornire una conoscenza adeguata della fitocentesi, ossia uno studio tecnico che permette di correlare gli aspetti vegetazionali a quelli stazionali, in modo da stabilire gli interventi selvicolturali più appropriati. Nei prossimi anni, le conoscenze ed i modelli del progetto Robinwood beneficeranno di un finanziamento tramite il Piano di Sviluppo Rurale 2007-20013".

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