AMBIENTE. Roma per Kyoto: ridurre le emissioni di gas serra del 6,5% entro il 2012

RomaperKyoto è un progetto ambizioso che impegna la capitale d’Italia da ormai 4 anni e che ha come obiettivo la stesura di un piano d’azione per ridurre le emissioni di gas serra del 6,5% entro il 2012, quantificabile in oltre un milione di tonnellate di CO2 equivalenti. L’afforestazione di 12.500 alberi, che sono stati già piantati; un piano del traffico del Minicipio XV; un tratto di 400 metri della pista ciclabile della Magliana illuminata a led (primo esempio in tutta Europa); la diagnosi energetica di tutte le scuole del Municipio XV sono alcuni dei progetti pilota programmati dal Piano d’azione. Sulle scuole del Municipio XV c’è stata poi la valutazione della produttività energetica di impianti fotovoltaici e nel Municipio XVI sono stati previsti acquisti verdi.

"Roma ha avviato la sostituzione dei corpi tradizionali illuminanti con i led, ponendo quest’azione sui Tavoli nazionali per essere d’esempio anche alle altre capitali europee" ha spiegato Claudio Baffoni, coordinatore del progetto Roma per Kyoto. "Con la nostra amministrazione – ha dichiarato l’assessore alle Politiche Ambientali del Comune di Roma Fabio De Lillo – si cambia la filosofia: l’uomo non è più colui che distrugge e inquina l’ambiente, ma diventa l’artefice di tutto ciò che, grazie all’uso delle tecnologie, può salvaguardare l’ambiente. La tecnologia – ha continuato De Lillo – è la protagonista della nostra amministrazione".

De Lillo ha spiegato che le targhe alterne sono state eliminate perché, secondo l’amministrazione Alemanno, queste sono "la soluzione finale che si prende quando si è con le spalle al muro". Noi preferiamo gli incentivi all’ecosostenibilità, cioè alle macchine elettriche, che potranno ricaricarsi con i funghi fotovoltaici messi in alcune zone dal Comune, e le macchine ibride, che vanno ad elettricità sotto i 50 km/h e a benzina sopra i 50 km/h". "E’ vero che sono state reinserite le strisce blu – ha detto De lillo – però abbiamo introdotto qualcosa che invece è rimasta nel silenzio, ossia l’ecoparking, per cui chi ha una macchina ecologica a Roma potrà parcheggiare gratuitamente. Ancora – ha concluso De Lillo – in quest’anno la nostra amministrazione realizzerà 40 km di pista ciclabile, pari a un terzo della pista ciclabile totale di Roma; è previsto, infine, un periodo gratuito di 3 mesi per l’introduzione del biodiesel, che abbassa l’inquinamento e non rovina il motore dell’auto".

Oggi il progetto Roma per Kyoto è giunto alla sua fase conclusiva, dopo aver prodotto nel suo percorso una serie di effetti secondari, che gli hanno attribuito la caratteristica di "progetto moltiplicatore" di opportunità e iniziative. Una di queste è l’iniziativa "500.000 alberi in 5 anni, partita sulla base dell’azione di afforestazione di 12 ettari prevista nel progetto. Roma per Kyoto è cofinanziato dalla Direzione Generale Ambiente della Commissione Ue e ha come partner il Comune di Roma, l’ENEA, l’Atac, RomaEnergia, RomaNa tura e l’Institute of Technology of Tallaght di Dublino. Iniziato il 1° ottobre 2004 si concluderà il 30 settembre 2008 e per il 18 e il 19 settembre è prevista a Roma la conferenza conclusiva cui prenderanno parte gli assessori all’Ambiente delle 27 capitali europee. Il progetto ha innanzitutto realizzato degli inventari delle emissioni di gas a effetto serra nel periodo 1990-2002, definendo così uno scenario di riferimento per il 2012, nell’ambito degli obiettivi di Kyoto.

E’ stato steso un Piano Comunale di riduzione delle emissioni partendo dai vari settori che contribuiscono alle emissioni e considerando per ciascun settore una dinamica evolutiva, tenendo presente il Piano Regolatore del Comune di Roma. Il settore che dalle valutazioni è risultato essere maggiormente responsabile dell’aumento delle emissioni che, nel 2006 è stato di +17,8% rispetto al 1990, è stato quello dei trasporti. Cinque milioni di tonnellate di CO2 equivalente emesse nel 2006, pari al 32% del totale. Altri responsabili sono il settore residenziale, il terziario e quello dei rifiuti. Il settore dell’industria e quello dell’agricoltura, nel 2006, hanno pesato meno del 3% sulle emissioni totali.

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