AMBIENTE. Sì a intercettazioni per reati ambientali. Legambiente presenta emendamento al Ddl Alfano

Il fenomeno del traffico illecito dei rifiuti ha raggiunto, nel nostro Paese, dimensioni enormi: un giro d’affari stimabile, solo per il ciclo dei rifiuti, in 5,3 miliardi di euro, che vanno a finire nelle tasche delle cosche criminali. Una realtà che non conosce confini, che arriva a spedire carichi di sostanze pericolose in Cina, in India e in Africa.

"La recente introduzione di sanzioni finalmente adeguate alla gravità di questi fenomeni – ha dichiarato, durante la conferenza stampa organizzata oggi a Roma da Legambiente, Enrico Fontana responsabile Osservatorio ambiente e legalità dell’associazione ambientalista – ha permesso di raggiungere risultati che sono sotto gli occhi di tutti: grazie alla possibilità di svolgere indagini davvero penetranti sono stati individuati i responsabili di veri e propri disastri ambientali, si è fatta luce sui metodi di smaltimento illecito e sono state individuate collusioni nella pubblica amministrazione e connessioni con i clan.

Anche la lotta ai piromani – ha aggiunto Fontana riferendosi ad un altro reato ambientale, quello degli incendi boschivi dolosi – ha conosciuto risultati significativi, resi possibili grazie agli strumenti d’indagine di cui possono avvalersi forze dell’ordine e magistratura".

Oggi il Ddl Alfano, che è attualmente in discussione alla Camera, "rischia di azzerare il lavoro svolto dalla magistratura e delle forze dell’ordine, escludendo questi due delitti dalla lista dei reati per i quali è concesso l’uso delle intercettazioni". "Sarebbe davvero grave – ha concluso Fontana – se ora, invece di inserire tutti i delitti contro l’ambiente nel Codice penale, come richiesto anche dall’Unione europea, Governo e Parlamento decidessero di azzerare di fatto l’efficacia delle sanzioni contro gli eco criminali".

Per questo Legambiente ha presentato oggi, durante la conferenza stampa, un emendamento al Ddl Alfano per consentire le intercettazioni su questi delitti. Soltanto nel 2002, grazie allo strumento delle intercettazioni telefoniche e ambientali che le Procure hanno potuto utilizzare nel loro lavoro, sono andate a buon fine molte operazioni.

I risultati? Oltre 100 inchieste per 679 arresti e 2.277 persone denunciate tra imprenditori, autotrasportatori, funzionari pubblici e tecnici corrotti, intermediari nella gestione dei rifiuti; diverse organizzazioni criminali che trafficavano in 19 regioni, cioè in tutta Italia, tranne che in Valle d’Aosta.

Nel 2005 i dati diffusi dall’Apat denunciavano la scomparsa nel nostro Paese di 19,7 milioni di tonnellate di rifiuti, l’equivalente di una montagna di 3 ettari di base e alta 2mila metri. Un dato impressionante, ma in calo rispetto all’anno precedente, a testimonianza degli ottimi risultati raggiunti dalle forze dell’ordine nelle tante operazioni dai nomi singolari: Greenland e Banda Bassotti, Longa Manus e Star Wars, ma anche Toxic e Dolcefango. Tutte inchieste portate al termine con successo negli ultimi anni che hanno permesso di scoprire e smantellare le attività di cosche criminali impegnate a smaltire illegalmente enormi quantitativi di rifiuti pericolosi, che hanno inquinato falde acquifere, terreni agricoli, quartieri abitati e parchi naturali, senza dimenticare quegli enormi quantitativi di rifiuti che sottoforma di materie prime pregiate e altri materiali hanno raggiunto le coste e l’entroterra di paesi asiatici o africani.

"Non si può pensare di voler risolvere l’emergenza Campania da una parte e dall’altra aprire varchi all’azione delle ecomafie e indebolire l’azione di contrasto delle forze dell’Ordine – ha affermato l’on Ermete Realacci (Pd), che è intervenuto in conferenza stampa. "Il limite di 10 anni per le intercettazioni telefoniche è di fatto un regalo per Gomorra e per i traffici illeciti di rifiuti ed è veleno per quei territori e per l’Italia". "E’ necessario – ha aggiunto l’on Fabio Granata (Pd) – non far venir meno strumenti indispensabili per il contrasto di reati gravissimi e per la repressione di uno dei fronti più avanzati delle politiche criminali ed economiche delle mafie".

 

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