AMBIENTE. Sacchetti con ECM, Italcom precisa: biodegradabili entro i 5 anni

Nel bollettino del 17 gennaio 2011, l’Antitrust ha definito ingannevole la pubblicità di Italcom, Arcopolimeri e Ideal Plastik, che presentano i sacchetti in plastica con l’additivo ECM come biodegradabili e compostabili. L’Antitrust ha fatto riferimento alla relazione di consulenza dell’Istituto Superiore di Sanità che "ha mostrato come i manufatti addittivati con ECM risultano biodegradabili in tempi lunghi, facendoli ricadere nella categoria scarsamente biodegradabili". L’Autorità ne ha quindi vietato l’ulteriore diffusione e ha previsto multe di 40mila euro per Italcom e 20mila per le altre due aziende.

Ma la Italcom ha annunciato, qualche giorno fa, che avrebbe lanciato una campagna di informazione per ristabilire la verità dei fatti. Detto fatto. L’azienda diffonde alcune informazioni sull’additivo ECM.

L’azienda dichiara che le matrici polimeriche: PoliEtilene (PE), PoliPropilene (PP), PoliVinilCloruro (PVC), PoliStirene (PS) e PoliEtilentereftalato (PET), additivate con almeno 1% di ECM MasterBatch PelletsTM, sono biodegradabili in tempi variabili (definiti dall’I.S.S. "medio lunghi") ma entro i 5 anni, in riferimento ai test UNI EN ISO 14855 in rispetto alla Direttiva EU 94/62 CE, pertanto conformi ai requisiti di biodegradabilità indicati all’Art. 1, comma 1130 della legge 26 dicembre 2006 e successive modifiche, a cui devono far riferimento i sacchi da asporto merci.

A supporto, inoltre dalle dichiarazioni dell’I.S.S. "Istituto Superiore di Sanità" emergono 3 dati importanti:

  1. la UNI EN 13432, che regola la compostabilità non è una norma vincolante e obbligatoria;
  2. i test per certificare la biodegradabilità e la compostabilità sono UNI EN ISO 14855 ed UNI EN 13432;
  3. la conferma della biodegradabilità dei prodotti additivati con ECM, in tempi variabili a secondo del polimero di base utilizzato in tempi e percentuali differenti.

"La guerra al sacchetto – conclude Italcom – continua con un braccio di ferro tra produttori italiani e multinazionali ben armate. Il mercato della plastiche soffre la perdita di posti di lavoro, sia nel settore della produzione sia nel settore del riciclo, e si sta procedendo verso la probabile e preoccupante creazione di un sistema monopolistico".

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