AMBIENTE. Sacchetti di plastica, Tar conferma divieto. Soddisfazione di Legambiente

Il Tar del Lazio ha confermato il divieto di commercializzazione dei sacchetti in plastica, entrato in vigore il 1° gennaio scorso. Il Tribunale ha, infatti, respinto la richiesta avanzata da Unionplast e 4 aziende produttrici di sospensione del provvedimento con cui il Ministero dell’Ambiente ha introdotti il divieto.

Secondo il Tar non sussistono i presupposti per accogliere le richieste dei ricorrenti. Unionplast e gli altri ricorrenti contestano il divieto sotto un profilo tecnico, ritenendolo illegittimo in quanto non disposto con un decreto ministeriale preventivamente sottoposto all’attenzione della Commissione europea, e sotto un profilo economico perché lo stesso ha portato a un drastico e improvviso crollo degli ordini di acquisto e all’annullamento dei contratti di vendita, e sta causando un’improvvisa chiusura delle aziende con serie ricadute occupazionali.

"E’ una grande soddisfazione – commenta Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente – La conferma del Tar del divieto di commercializzazione dei sacchetti in plastica, difende le ragioni dell’ambiente e di chi, come Legambiente, si è battuto per difendere una legge innovativa che pone l’Italia all’avanguardia rispetto al grave problema dell’inquinamento causato dalla plastica dispersa". Legambiente, infatti, era intervenuta ‘ad opponendum’ contro il ricorso dei produttori di plastica, sostenendo le ragioni del Ministero dell’Ambiente. "Aver introdotto questo divieto – aggiunge Ciafani – ci colloca, in Europa e nel mondo, tra i Paesi più virtuosi proprio perché si tratta di una norma dalla grande valenza ambientale, soprattutto per un paese come l’Italia, dove si consuma addirittura il 25% dei sacchetti commercializzati nei 27 Stati membri e che si affaccia sul Mediterraneo, uno dei mari più colpiti dall’inquinamento da plastica come testimoniano i tanti rapporti dell’Unep su questo problema".

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