AMBIENTE. Sacchetti di plastica al bando, Movimento Consumatori: “Troppo cari quelli ecologici”

Con l’avvio del 2011 l’Italia ha detto addio alle vecchie buste di plastica, sostituite dai sacchetti ecologici, come è avvenuto in altri paesi europei già lo scorso anno. Gli italiani sono tra i massimi utilizzatori in Europa di shoppers in plastica con un consumo medio annuale di 300 sacchetti a testa. In Italia arriva un quarto dei 100 miliardi di pezzi consumati in Europa, importati per la maggioranza da Cina, Thailandia e Malesia. Il 30% di questi sacchetti diventa rifiuto e va ad inquinare l’ambiente in modo pressoché permanente, poiché occorrono almeno 200 anni per decomporli.

Dunque i sacchetti ecologici faranno certamente bene all’ambiente, ma alle tasche degli italiani? Se l’è chiesto il Movimento Consumatori di San Severo, che ha condotto una breve indagine, da cui è emerso che presso le casse di molti supermercati ci sono cartelli che indicano il costo dei nuovi sacchetti: "10 centesimi". Un costo troppo altro, secondo l’Associazione dei consumatori, che denuncia "una vera e propria speculazione a danno dei consumatori". Il Presidente provinciale del Movimento Consumatori di San Severo, Bruno Maizzi, invita gli utenti ad essere oculati ed accorti, ed a rispondere con fermezza e determinazione alle vessazioni dei commercianti scorretti. "I commercianti speculino pure come credono, ma è bene che sappiano che il consumatore è oggi un cittadino consapevole e informato e che, di fronte, alla mera speculazione, non solo può portarsi la borsa di tela da casa e/o il comodo carrellino, ma decidere, anche e sopratutto, di fare la sua spesa altrove, e non in quelli esercizi commerciali che assumono comportamenti scorretti e/o poco consoni".

Di cosa sono fatti questi sacchetti ecologici? Lo spiega la dott.ssa Miracapillo, Presidente Regionale del Movimento Consumatori Puglia: "La bio-plastica ovvero il mater-bi di cui sono fatti i nuovi sacchetti, è un materiale a più ampio uso. Sono fatti in mater-bi anche posate, teloni per usi agricoli, pacciamature per ortaggi, vaschette per uso alimentare ( in sostituzione del polistirolo) pannolini etc… L’uso di questi materiali è un enorme vantaggio per l’ambiente. Essendo un materiale derivato dal mais, può entrare senza problemi nei processi di compostaggio diventando humus, insieme alle frazioni umide di derivazione vegetale".

Miracapillo ribadisce quindi che "un sacchetto di spazzatura contenuto in un sacchetto di Mater-bi, diventa tutto prezioso elemento per l’ambiente, degradato dai batteri in pochissimi giorni; mentre i sacchetti di plastica tradizionali, anche quelli erroneamente denominati degradabili usati fino ad oggi, hanno dei tempi di degradazione di decenni e un altissimo tasso di inquinamento visto che le loro componenti essenziali non si degraderanno praticamente mai essendo derivato dal petrolio".

Resta il problema dello smaltimento delle scorte di vecchie buste di plastica che si hanno ancora in casa. La Coldiretti ha pensato di divulgare un piccolo manuale, che nei prossimi giorni sarà diffuso in Lombardia e poi in tutta Italia, attraverso i farmers’ market e negli spacci delle aziende agricole di Coldiretti-Campagna Amica. Il libretto, conterrà alcuni consigli e regole per sopravvivere senza la plastica, tra cui:

  • cercare nei cassetti o negli armadi delle borse in tessuto che non si usano più…, vanno benissimo per contenere la spesa;
  • per gli acquisti quotidiani sono adatte anche delle vecchie borse di paglia o quelle che si usano in spiaggia;
  • meglio dividere la spesa in due o più contenitori perché più leggeri e più pratici da trasportare, manovra utile soprattutto per quelli in mater-B che così resistono meglio;
  • riutilizzare più volte le "vecchie" buste di plasticai evitando di sovra caricarle affinché resistono più a lungo… ed una volta rotte, metterle nell’apposito contenitore della raccolta differenziata;
  • riutilizzare le vecchie scatole di cartone formato carrello da supermercato, rinforzarne il fondo e gli angoli con del nastro adesivo da imballaggio e usarle per la spesa;
  • riprendere a riutilizzare i vecchi e comodi carrellini "trolley" per riporre l’intera spesa quotidiana.

 

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