AMBIENTE. Sacchetti spesa in plastica, Coldiretti: “Sostituirli con quelli biodegradabili”

Per combattere l’inquinamento bisogna sostituire i sacchetti della spesa di plastica con quelli biodegradabili di origine agricola come in Francia. E’ la proposta di Coldiretti avanzata dal Segretario generale Franco Pasquali all’incontro di Novara sul tema "Oltre il petrolio, verso la bioeconomia: la bioraffineria integrata nel territorio" nel corso del quale è stato annunciato l’avvio a Terni della prima bioraffineria italiana.

In Francia la legge di orientamento per l’agricoltura del 2006 prevede il divieto "dal primo gennaio 2010 della distribuzione al consumatore finale, a titolo gratuito o oneroso, dei sacchetti a uso unico in plastica non biodegradabile" e lo stesso Presidente della Repubblica Jacques Chirac è intervenuto per sottolinearne le prospettive positive per l’agricoltura, l’ambiente e i cittadini.

In Italia – afferma Coldiretti – ogni anno vengono consumate circa 300mila tonnellate di plastica tradizionale per sacchi e sacchetti di ogni genere, ottenuti con il consumo di 200mila tonnellate di petrolio l’anno che potrebbero essere sostituiti da prodotti biodegradabili. Per sostituirli completamente è sufficiente mettere a coltivazione appena 200mila ettari di terreno con un sicuro effetto sulla riduzione dell’inquinamento ambientale anche grazie all’emissione di 400mila tonnellate di anidride carbonica in meno, che giustifica la differenza di costo che ammonta a pochi centesimi e tende progressivamente a ridursi (8 centesimi per il sacchetto biodegradabile rispetto ai 5 di quello in plastica tradizionale).

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