AMBIENTE. Salvare il clima in otto mosse: ecco le proposte di Legambiente

Otto mosse per salvare il clima ed evitare il collasso del pianeta, in un anno caratterizzato da diversi step diplomatici – dalla conferenza sui cambiamenti climatici dell’Onu in corso a Poznan all’appuntamento di Copenaghen del 2009 – che hanno come obiettivo quello di arrivare a un nuovo accordo sul clima. È quanto propone Legambiente in un documento, "12 mesi per salvare il Pianeta", che evidenzia la necessità di arrivare entro il 2009 a un accordo definitivo sul post 2012, il trattato che sancirà i nuovi obiettivi per la riduzione dei gas serra dopo la scadenza del protocollo di Kyoto, e di ridurre nei paesi industrializzati almeno il 30% di gas serra entro il 2020.

Secondo l’Energy Outlook 2008 dell’Agenzia internazionale dell’energia, ricorda Legambiente, se non verranno prese contromisure i gas serra cresceranno del 40% da oggi al 2030 portando a un innalzamento della temperatura media di 6 gradi centigradi. "Le diplomazie climatiche – afferma Legambiente – sono al lavoro per trovare un nuovo accordo sul clima". L’associazione elenca dunque una serie di elementi considerati indispensabili per un esito positivo,dai target per i paesi industrializzati alla deforestazione alla necessità di favorire l’accesso delle tecnologie pulite per i paesi meno sviluppati.

Prima proposta: il nuovo accordo sul clima deve essere raggiunto entro il 2009 in modo da far entrare in vigore il nuovo negoziato entro il 2012. Seconda proposta: nuovi limiti al 2020 per i gas serra. Agli attuali ritmi di industrializzazione, scrive infatti Legambiente, la concentrazione di gas serra nell’atmosfera – pari oggi a 380 parti per milione – potrebbe rapidamente arrivare a 450 parti per milione, una soglia ritenuta critica perchè rischia di provocare un aumento della temperatura globale superiore a due gradi e dunque di avere effetti irreversibili sugli ecosistemi, specialmente quelli più deboli. "I paesi industrializzati – afferma Legambiente – devono ridurre i gas serra del 25/40% entro il 2020".

La terza proposta di Legambiente riguarda la necessità di fissare limiti per i gas serra anche a livello globale: le emissioni globali devono essere ridotte del 50% entro il 2050", di almeno l’80% nei paesi industrializzati, mentre "i paesi a rapida industrializzazione come Cina, India, Brasile, Africa del Sud devono devono essere incentivati ad assumere obiettivi di contenimento delle emissioni rispetto agli scenari di crescita".

L’associazione chiede inoltre più fondi per l’adattamento ai cambiamenti climatici e dunque per prevenire e porre rimedio all’impatto che questi hanno, in termini di siccità, inondazioni, cicloni, desertificazione, diminuzione di risorse idriche, specialmente sulle popolazioni dei paesi in via di sviluppo: dunque obbligatorietà dei finanziamenti da parte dei paesi ricchi per l’adattamento ai cambiamenti climatici delle popolazioni più esposte e trasparenza nella gestione dei fondi attuali. Bisogna inoltre favorire l’accesso delle tecnologie pulite e dunque "prevedere un fondo per il trasferimento delle tecnologie, lo sviluppo della ricerca e la riduzione delle emissioni nei paesi in via di sviluppo", con un affidamento della gestione all’Onu e l’obbligatorietà e trasparenza dei finanziamenti da parte dei paesi industrializzati.

Altre proposte di Legambiente: fermare la deforestazione come una delle priorità dei negoziati sul clima, correggere le distorsioni del Mercato delle emissioni e costruire una "solida leadership europea". In questo caso, l’associazione sottolinea l’importanza di approvare il pacchetto clima-energia entro la fine di quest’anno e propone di aggiornare il taglio delle emissioni al 30% entro il 2020, di stanziare fondi adeguati per l’adattamento e il trasferimento di tecnologie e di obbligare gli Stati dell’Ue a tagliare le emissioni con politiche nazionali.

Comments are closed.