AMBIENTE. Sarkozy al Parlamento Ue: “Non dobbiamo abbandonare gli obiettivi del 20%”

L’Ue non deve abbandonare "né i tre obiettivi del 20% né il calendario" per arrivare a dicembre a una decisione sul pacchetto clima. Lo ha ribadito oggi il presidente di turno Nicolas Sarkozy, parlando al Parlamento europeo. Il lasciar cadere la politica europea sui cambiamenti climatici sarebbe, secondo Sarkozy, "un errore storico", oltre che "irresponsabile" nell’ottica del ruolo esemplare che l’Europa deve avere nei confronti del resto del mondo.

"Capisco le preoccupazione di alcuni nostri partner" ha aggiunto il Presidente francese, osservando che "ci sono alcune economie che puntano al 95% sul carbone e non li possiamo mettere in ginocchio. Bisognerà trovare delle linee di flessibilità nel rispetto degli obiettivi e del calendario". Anche le conclusioni dell’ultimo Consiglio europeo hanno affermato chiaramente che il pacchetto sarà approvato, a dicembre, con la procedura di codecisione.

"Ha fatto bene il Presidente Sarkozy a mantenere fermo l’impegno ad arrivare all’approvazione entro dicembre. Dobbiamo ricordarci più spesso che ad esso si lega anche una politica di innovazione e investimenti che contribuirà in modo significativo al sostegno dell’economia reale" ha dichiarato Gianni Pittella, Presidente della Delegazione Italiana del PSE. "Si deve dare atto al presidente francese di avere riconosciuto il Parlamento europeo come un interlocutore stabile per la presidenza dell’Unione, come dimostra la sua terza presenza a Strasburgo in pochi mesi".

"Per quanto riguarda la crisi finanziaria, – ha continuato Pittella – come Gruppo socialista nel Parlamento europeo da tempo abbiamo chiesto interventi legislativi, e non auspici e raccomandazioni, per regolare settori sensibili per il buon funzionamento dei mercati finanziari. E’ urgente dotare di uno schema normativo gli hedge funds e i fondi speculativi attualmente deregolamentati; è fondamentale risolvere il conflitto di interessi che caratterizza l’operato delle agenzie di valutazione; è necessario riformare gli schemi di garanzia dei depositi bancari europei".

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