AMBIENTE. Sequestro cava di pomice a Lipari, soddisfatta Legambiente

"Dopo quasi un anno e mezzo di attività fuorilegge, finalmente qualcuno ha deciso di fermare la cava di pomice che rischia di far uscire l’arcipelago delle Eolie dalla lista dei siti patrimonio dell’umanità dell’Unesco". Commenta così il presidente nazionale di Legambiente, Roberto Della Seta, la notizia del sequestro preventivo della cava di Lipari disposto dall’ordinanza del Gip di Barcellona Pozzo di Gotto in seguito alle indagini del NOE di Catania che hanno appurato la mancata cessazione delle estrazione nonostante il divieto in vigore dal 30 aprile del 2006.

Secondo l’associazione ambientalista, in questa vicenda le istituzioni locali hanno giocato un ruolo molto discutibile, "con il Comune di Lipari e la Regione che hanno sempre assecondato la prosecuzione delle escavazioni da parte della ditta Pumex a suon di proroghe e forzature legislative". Accanto alla cava, Legambiente in questi anni ha sempre denunciato la devastante politica di gestione del territorio, a partire dalla mancata istituzione della Riserva Naturale dell’Isola di Lipari e dalla forte attività di speculazione edilizia.

Da anni l’associazione sostiene la necessitàdi riconvertire questo sito trasformandolo attraverso attività compatibili con il vincolo paesaggistico e che possano assicurare uno sviluppo turistico ed economico dell’Isola che punti su ambiente e qualità del territorio.

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