AMBIENTE. Siccità, deciso lo stato di emergenza per il Centro-Nord

Il Consiglio dei Ministri ha deciso lo stato di emergenza per il Centro-Nord a causa della siccità. "La Presidenza – ha annunciato il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio al termine del Consiglio dei Ministri – ha approvato l’ordinanza di emergenza siccità per il Centro-Nord come misura cautelare". Mentre il ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani ha assicurato: "Stiamo mettendo in atto un piano che ci consente di stare in sicurezza". Durante il Consiglio, Bersani ha infatti distribuiti una nota informativa sulle azioni previste in campo elettrico "per recuperare i 6.600 megawatt che occorre trovare" nell’ipotesi che l’estate presenti temperature record. E alla luce del maltempo di questi giorni, la Protezione Civile farà un nuovo punto della situazione la prossima settimana per cercare di capire quale sia stato l’apporto della pioggia a laghi e fiumi, anche se quest’ultima non sarà sufficiente a colmare il deficit idrico che si è accumulato.

Il piano anti-blackout messo a punto dalla task force che lavora per scongiurare l’emergenza elettrica sarà infatti al centro di un nuovo incontro che si terrà lunedì prossimo 7 maggio. I punti principali del piano anti-crisi prevedono il coordinamento fra tutti i soggetti coinvolti, l’aumento della potenza interrompibile di 1.000 mw (per quei clienti che, in virtù di agevolazioni tariffarie danno la propria disponibilità ai distacchi della fornitura) dando al tempo stesso, certezza sulla disponibilità effettiva dei 3.100 Mw esistenti, con preavviso e in tempo reale, la prenotazione di 2000 megawatt di capacità con fornitori esteri e soluzioni temporanee che permettano il funzionamento delle centrali elettriche che utilizzano le acque del Po anche in presenza di bassi livelli.

Soddisfazione è stata espressa dalla Coldiretti: "E’ positivo che la Presidenza del Consiglio dei Ministri abbia approvato l’ordinanza d’emergenza per il Centro Nord come misura cautelare e preventiva contro il rischio siccità nonostante che, con l’arrivo delle forti piogge, il livello del fiume Po a Pontelagoscuro sia salito in sole 24 ore di oltre due metri". Coldiretti sottolinea inoltre che l’arrivo del maltempo, che ha portato sollievo a fiumi e laghi, non risolve il rischio della siccità estiva "per un deficit di precipitazioni accumulato negli ultimi 8 mesi compreso tra il 10 e il 50 per cento, a seconda delle diverse regioni".

Secondo il monitoraggio effettuato dalla Coldiretti alle ore 12 del 4 maggio, alla risalita del livello del fiume Po nelle diverse stazioni di rilevamento si accompagna anche un innalzamento dei principali Laghi, anche se il Garda a Peschiera e il Maggiore a Sesto Calende sono tuttora pochi centimetri sopra il minimo storico di questo periodo mentre il Lago di Iseo a Sarnico lo supera di 80 centimetri e quello di Como a Melgrate di oltre un metro. "Lo stato di emergenza – sostiene la Coldiretti – dovrebbe consentire di realizzare con urgenza gli interventi di mitigazione e contenimento delle eventuali conseguenze dannose della siccità per l’agricoltura, le altre attività produttive e per i cittadini anche in deroga alle leggi vigenti. Devono essere ora immediatamente attivate le Cabine di Regia nell’ambito delle diverse Autorità di bacino per individuare soluzioni condivise tra tutti i soggetti interessati a una razionale utilizzazione delle risorse disponibili. L’agricoltura è pronta a fare la propria parte per l’uso razionale dell’acqua, lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto e l’innovazione con colture meno esigenti, ma non deve essere dimenticato – conclude la Coldiretti – che la risorsa idrica è essenziale per mantenere in vita sistemi agricoli e ambientali senza i quali è a rischio la sopravvivenza del territorio e la competitività del Made in Italy alimentare".

"La dichiarazione dello stato d’emergenza per la situazione delle risorse idriche era assolutamente necessaria, ma la nuova fase che si apre deve essere gestita con il più ampio coinvolgimento degli agricoltori": questo il commento di Confagricoltura sulla decisione assunta dal Consiglio dei Ministri. In particolare, gli imprenditori agricoli si augurano che lo stato di emergenza "porti ad un piano preordinato di provvedimenti per la gestione delle risorse idriche disponibili, seguendo l’evoluzione nei prossimi mesi; ovviamente i più delicati sul fronte dei consumi, non solo irrigui, ma anche energetici". Confagricoltura sottolinea inoltre che, secondo le anticipazioni raccolte, in agricoltura "si prevede la sospensione di nuove concessioni di prelievo, un piano straordinario di controllo da parte del Corpo Forestale dello Stati sui prelievi irregolari e, soprattutto, una riduzione dei consumi, lungo l’asta del Po, per un massimo di 130 milioni di mc, stimabili in circa l’8% dei consumi ordinari". E se il bacino del Po presenta la situazione più grave, secondo Confagricoltura nei prossimi mesi "sarà necessario seguire un piano di azioni equilibrato, che non faccia ricadere i sacrifici solo sugli agricoltori".

Per la Cia, Confederazione Italiana Agricoltori, serve una gestione razionale della risorsa acqua ed è fondamentale la costituzione dell’Autorità unica: "L’ordinanza approvata dal governo -sottolinea – permetterà di concertare le varie iniziative da intraprendere per gestire al meglio questa difficile fase. Insomma, un governo oculato e razionale della risorsa acqua, con il pieno coinvolgimento di tutti i soggetti interessati alla questione siccità. Proprio in questo ambito di strategia condivisa, è essenziale – sostiene la Cia- una concertazione diffusa sul territorio, anche attraverso, ad esempio, le ‘Cabine di regia’ dei vari Bacini che oggi fanno i conti con una persistente carenza idrica. Concertazione nella quale, comunque, il mondo agricolo organizzato deve avere un ruolo importante e da protagonista".

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