AMBIENTE. Sono i prodotti Hi-tech ad essere i più “imballati”. Concorso No Pack di Legambiente

E’ l’Hi-tech il vero vincitore degli imballaggi inutili, con tesserine, chip, schede di attivazione o espansioni di memoria – tutti strumenti piccolissimi – avvolti da imballaggi enormi ed assolutamente inutili. E’ questo il risultato emerso da "No Pack", il concorso fotografico di Legambiente e Dnews che dal 12 novembre al 15 dicembre ha raccolto gli scatti di denuncia dei partecipanti sui prodotti commerciali dal packaging eccessivo.

Ad aggiudicarsi il primo premio è stata una lettrice che ha inviato la foto della Christmas Box di Sky, la tessera di richiesta attivazione per l’abbonamento di 3 mesi, composta da ben 2 scatole in cartone inserite una dentro l’altra, della grandezza di cm 24 x 11 x 28,5 , nelle quali è contenuto un ulteriore supporto in cartone. A realizzare lo scatto vincitore è stata Mary Monzani di Filago (Bg) che si è aggiudicata la Ricicletta, bici in alluminio riciclato messa in palio dalla CiAl.

A colpire l’attenzione di molti partecipanti al concorso sono state le chiavette Usb o le schede di memoria contenute in confezioni diaboliche, tra le quali spicca il modello della Kentron che ha ottenuto moltissime segnalazioni.

Tra le foto ricevute, ci sono poi circuiti integrati da pochi millimetri protetti da scatole da 20 centimetri, tessere di attivazione di servizi telefonici della Wind, conti bancari online come quello del Conto Arancio, servizi informatici della Hp e Microsoft e la confezione del digitale terrestre di Mediaset premium: tutti prodotti imbustati come reliquie, non per reali esigenze, ma esclusivamente per richiamare l’attenzione del consumatore tra gli scaffali dei negozi di elettronica.

A confermare l’aumento dei rifiuti "da pacco" anche gli ultimi dati Ispra (ex Apat) secondo cui dal 2000 al 2006 si è registrato un aumento del 9% degli imballaggi immessi al consumo, che sono passati da 11,2 milioni di tonnellate a 12,2. Solo nel Italia nel 2006 la quantità di imballaggi immessi al consumo è stata di 12,2 milioni di tonnellate, il 3% in più rispetto all’anno precedente. Grazie all’operato del Conai e dei Consorzi di filiera, il 66% di questi è stato avviato a recupero e il 55,5% a riciclo, ma è evidente che è necessario fare uno sforzo per contenere la loro produzione partendo dagli imballaggi inutili.

"L’entusiasmo e la partecipazione riscossi dal concorso No Pack – ha dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente – induce a pensare che, seppure i consumatori possono orientare il mercato e migliorare la salute del Pianeta con scelte d’acquisto consapevoli, è fondamentale che anche la produzione offra loro la possibilità reale di acquistare prodotti meno impattanti. Per imboccare la strada della gestione sostenibile dei rifiuti è necessario, infatti, diminuirne innanzitutto la produzione, secondo il principio della prima delle 4 R indicate dalla Comunità Europea; Riduzione innanzitutto quindi, e poi Riutilizzo, Riciclo, Recupero. Ecco perché Legambiente continuerà la sua attività di sensibilizzazione in questo senso, rilanciando anche in futuro il concorso "No Pack" e promuovendo anche tavoli istituzionali di confronto con gli operatori della distribuzione".

Comments are closed.